Acqua, Consiglio di Stato: non rispettato il referendum

Dal 21 luglio 2011, la remunerazione del capitale investito doveva cessare di essere calcolata nelle bollette dell’acqua. Non ha dubbi il Consiglio di Stato cui l’Autorità dell’Energia Elettrica ed il Gas, incaricata di formulare la nuova tariffa all’indomani dell’esito referenderario, aveva chiesto un parere circa la remunerazione del capitale investito, ovvero il profitto garantito del 7% presente nelle bollette. “Lo ripetiamo ancora una volta: abbiamo vinto, non si possono fare profitti sull’acqua” ha fatto sapere in una nota il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, promotore del referendum con cui, quasi due anni fa, il 95% degli italiani si è espressa contro la privatizzazione dell’acqua. Quello che i cittadini hanno pagato è illegittimo e i soggetti gestori non hanno più alibi: devono ricalibrare le bollette. Il Forum Italiano dei movimenti per l’acqua lo dice da più di un anno e lo ha messo in pratica con la campagna di “obbedienza civile”, con cui decine di migliaia di persone in tutta Italia hanno ridotto le proprie bollette per contrastare la violazione democratica.

Oggi, questa sentenza rafforza la necessità di rispettare il referendum del 2011 e delegittima le scelte che hanno guidato l’AEEG nella formulazione della nuova tariffa, emessa un mese fa, in cui “la remunerazione del capitale investito” viene reintrodotta sotto mentite spoglie.

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