Arriva la tassa di sbarco ma i super ricchi non pagheranno. È polemica

Un euro a testa per sbarcare, chi arriva in yacht non paga. Il sindaco di Marciana Ciumei: “E’ la legge che ce lo impone”

Anche l’isola d’Elba si appresta a varare la tassa di sbarco: tutti i turisti che prendono il traghetto saranno costretti a pagare un euro in più sul biglietto se vorranno sbarcare sull’isola. Esentati solo i residenti, i bambini sotto i 12 anni e coloro che all’Elba sono proprietari di immobili.

Sul balzello, già applicato da molti comuni insulari italiani, compreso in Toscana Giglio e Capraia, c’é un primo accordo istituzionale tra i sindaci. La tassa, ritenuta pressoché da tutti un modello più giusto rispetto alla tassa di soggiorno, nasconde tuttavia un aspetto che non piace molto agli stessi sindaci: i super-ricchi che sull’isola arriveranno in yacht o panfilo, invece che con il ‘popolare’ traghetto, non saranno sottoposti al balzello, nessuno farà pagare loro il ‘pedaggio’.
La notizia, apparsa stamani sui quotidiani locali, è stata confermata dal sindaco di Marciana Marina, Andrea Ciumei, che tuttavia mette le mani avanti: “E’ la legge che ce lo impone e noi dobbiamo attenerci alla norma”. 225px-Aerial_view_of_Elba_2
Vicepresidente di Ancim, Associazione dei comuni delle isole minori, Ciumei spiega che non è escluso un ricorso contro una sentenza del Tar della Toscana che lo scorso anno, proprio in virtù della normativa nazionale, ha dato ragione a un privato utente contro il comune di Capraia sul pagamento della tassa.
C’é chi però, come Sergio Ortelli, battagliero sindaco del Giglio, sembra intenzionato a non attendere la modifica della legge e ad imporre il ‘democratico’ pagamento anche ai diportisti e non solo ai passeggeri dei traghetti, proprio mentre sta per varare un aumento da un euro e 1,5 per la nuova stagione turistica.
All’Elba – spiega il sindaco di Portoferraio Roberto Peria – la tassa “ci consentirà di finanziare la gestione associata del turismo” e probabilmente verrà applicata tutto l’anno a partire dal prossimo giugno: secondo una prima stima si conta di ottenere a regime una cifra vicina al milione di euro.
Ma in prospettiva, aggiunge il suo collega di Marciana Marina, chi arriva con le decine di imbarcazioni private per godere della bellezza dell’isola dovrà contribuire, come tutti, al pagamento dei servizi offerti loro.
Da qui la richiesta di una modifica dell’attuale normativa. I primi ad avvalersi della tassa di sbarco, preferendola alla tassa di soggiorno, sono stati i comuni di Capri e Anacapri, sempre con la regola della sovrattassa sul biglietto dei traghetti per tutti coloro che vogliono andare sull’isola. Un po’ alla volta gran parte delle altre piccole isole si sono poi adeguate.

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