Biocarburanti sostenibili, la Toscana protagonista

E’ stata lanciata a Bruxelles un’importante iniziativa industriale per accelerare lo sviluppo in Europa dei biocarburanti sostenibili: attraverso “Leaders of Sustainabile Biofuels”, gli amministratori delegati di sette grandi aziende (Gruppo Mossi&Ghisolfi di Tortona, tramite la controllata Beta Renewables, insieme a British Airways, BTG, Chemrec, Clairant, Dong Energy e UPM), puntano così a incentivare l’adozione dei nuovi biocarburanti da parte dei settori industriali legati ai trasporti e a raccogliere maggiore attenzione politica almeno a livello europeo.

Co-protagonisti di questa iniziativa anche un centro di ricerca e un’azienda toscane: si tratta del Consorzio Re-Cord ed Eta- Florence, che stanno svolgendo un ruolo importante nell’organizzazione. «Stiamo facendo il segretariato con mansioni di assistenza di tipo tecnico e gestionale – ha dichiarato a greenreport David Chiaromonti presidente di Re-cord – L’iniziativa è rilevante con possibili risvolti a livello globale; del resto le sette aziende, che producono biocarburanti con tecnologie termochimiche o biochimiche, messe insieme hanno un fatturato tra i maggiori se non il maggiore a livello europeo e occupano migliaia di persone. La Commissione europea e il Parlamento, come i governi nazionali e le istituzioni finanziarie, non potranno trascurare l’industria dei biocarburanti sostenibili che si rappresenta attraverso un’unica voce».

In occasione della diffusione dell’iniziativa le sette aziende hanno presentato un manifesto con indicazioni di azioni puntuali, partendo da precisi presupposti: innanzitutto, quello per cui i biocarburanti di seconda generazione a base di materie prime non-food rappresentano una delle grandi opportunità industriali per il nostro pianeta nel settore dell’energia sostenibile.

Infatti, a livello globale si stanno intraprendendo azioni per ridurre le emissioni di gas serra e i biocarburanti di seconda generazione, secondo le aziende leader, giocano un ruolo chiave nella soluzione del problema, in quanto sono economicamente competitivi e hanno un impatto ambientale inferiore rispetto ai carburanti derivati da petrolio o gas naturale.

Nell’Unione Europea, entro il 2020, il 10% di tutti i carburanti dovranno essere prodotti da fonti alternative. I biocarburanti di “seconda generazione” possono ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 65% e, a differenza delle tecnologie di prima generazione (in cui si fa ricorso a mais, palma, grano, soia, ecc.), utilizzano un’ampia gamma di vegetali “non food”, senza quindi impatti negativi sui prezzi degli alimenti.

I “Leader dei Biocarburanti Sostenibili” hanno quindi definito una strategia comune, basata su una serie di azioni che hanno lo scopo di accelerare la penetrazione sul mercato e lo sviluppo tecnologico, impegnandosi in particolare a: accelerare la ricerca e l’innovazione delle tecnologie dei biocarburanti di nuova generazione, che utilizzano anche alghe e nuovi processi di conversione, con il supporto di programmi di ricerca sia pubblici che privati; lavorare insieme alla catena produttiva per sviluppare una “certificazione di sostenibilità” che possa essere accettata a livello mondiale; definire delle strutture di finanziamento per favorire la realizzazione di progetti per i biocarburanti sostenibili; promuovere pubblicamente i benefici dei biocarburanti sostenibili. Tutto questo naturalmente potrà essere realizzato a condizione che un il quadro normativo sia implementato e fornisca certezze in modo da favorire investimenti a lungo termine.

Questa iniziativa non è “chiusa” e i leader dei biocarburanti sostenibili auspicano che possano aderire altre aziende ed organizzazioni del settore in modo da cooperare e rendere più forte il “cartello”.

A presiedere questa iniziativa è stato nominato Guido Ghisolfi, vicepresidente del Gruppo Mossi&Ghisolfi e Ceo di Beta Renewables, a ulteriore riprova della posizione di leadership nel settore dei biocarburanti di seconda generazione, che viene riconosciuta all’Italia a livello internazionale.

Greenreport.it

 

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