Come trasformare la passione per il vino in un’opportunità di lavoro

Viticoltore, cantiniere, agronomo, enologo. Sono solo queste figure che possono lavorare nel mondo vinicolo? Vi raccontiamo come trasformare la  passione per il vino in nuove opportunità di lavoro.

Vino, che passione. Degustazioni, abbinamenti, luoghi, profumi. Ma lavorarci è possibile?

Il mondo del vino è grande, più di quello che si pensa, e qualche spazio nuovo per entrare a farne parte ancora c’è. Vediamo come.

Sommelier

La figura più nota dopo quelle che stanno alla produzione. Il sommelier si occupa della degustazione, ci svela la composizione del vino che stiamo assaggiando, facendoci apprezzare gusti e odori che da soli non sentiremo mai, talvolta così intensi da evocare ricordi e sensazioni altre.

Se chiudete gli occhi, il sommelier può portarvi lontano. Per diventare sommelier professionista, occorre fare un corso, composto di tre livelli, promosso dall’Associazione Italiana Sommelier. E’ un corso impegnativo, che può dare grandi soddisfazioni.

Wine blogger & Writer Wine Social

Pubblicità, promozione del brand, doti commerciali, utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione.

Sempre più spesso si cercano figure specializzate che abbiano da un lato la conoscenza della materia in questione e dall’altro la conoscenza di come promuoverla sfruttando le nuove tecnologie.

vino

Ecco quindi che nascono figure nuove, specializzate nello scrivere di vino, nel condividere, perché è spesso questo che gli utenti vogliono, essere coinvolti, capire, leggere, prima di acquistare. Queste nuove figure sono richieste soprattutto dalle grandi aziende, tanto che cominciano ad esserci master e corsi specializzati.

Ma non si scrive soltanto: c’è chi cerca un creatore di app di stampo enologo (programmatori e smanettoni di tablet, ci avevate mai pensato?), o un gestore di enoteca online…con un po’ di inventiva e creatività, c’è da ubriacarsi.

Accompagnatore enoturistico

Il mercato dell’enoturismo è in forte espansione, i produttori investono nel settore, le cantine si aprono ai tanti visitatori assetati di gusto, ma anche di cultura.

L’enoturista è molto esigente, e per quanto negli ultimi tempi le offerte di week end di stampo vinicolo siano venute fuori come funghi, spesso si lamenta una mancanza di cura e di professionalità nell’organizzazione.

Perché l’enoturismo non può essere una gita, cantina aperta e tutti dentro, ci dev’essere un professionista che organizza l’evento, accompagna, racconta le storie delle vigne, magari qualche aneddoto saporito e infine degusta con i suoi ospiti.

Purtroppo, c’è da segnalare un grande neo: la donnafugata. Nel senso che la donna è fugata davvero dai mestieri del vino. Ambiente ancora prettamente maschile, ci sono donne bravissime, anche agli alti livelli, ma in stretta minoranza (una fa di cognome Antinori, per intendersi).

Sperando che questo cambi in fretta, per tutti noi, rimane comunque sempre il lavoro durissimo di frequentatore di cantine. Qualcuno lo deve pur fare.

fonte:teladoiofirenze.itlogo_finale

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie