Parigi, cacciati dal museo d’Orsay: “troppo poveri”

E’ particolare questa vicenda successa in Francia dove una famiglia è stata allontanata dal museo d’Orsay di Parigi perchè povera. I fatti: sabato scorso una famiglia di origini modeste, anzi proprio povera, in lista nei servizi sociali, ha visitato insieme ad un volontario il prestigioso museo d’Orsay. Madre, padre e figlio di 12 anni però non sono andati a genio ad alcuni visitatori del celebre luogo d’arte e li hanno fatti allontanare.

Nella sala dei Van Gogh, infatti, alcune persone hanno chiamato la sicurezza per via del cattivo odore emanato dai componenti di quella famiglia povera. Gli addetti alla sicurezza a questo punto si sono avvicinati ai “disadattati” e li hanno “accompagnati” all’uscita, decretando la fine della giornata speciale per il ragazzino ed i suoi genitori.

Il presidente dell’associazione Atd Quart Monde, Pierre-Yves Madignier aiuta a inquadrare meglio la vicenda: “Una famiglia estremamente indigente, come molte purtroppo, che vive in una catapecchia fuori città. La mattina si erano preparati a un pomeriggio eccezionale, di bellezza, di piacere. Eravamo lì con loro proprio per non farli sentire in difficoltà: dovevano pensare solo a godersi gli impressionisti, come tutti“.

Il museo d’Orsay si è offerto di rimborsare i biglietti a padre, madre, bambino e volontario ma (giustamente) il ministero è intervenuto, chiedendo un rapporto dettagliato sui fatti. La ministra Aurélie Filippetti ha parlato di incidente spiacevole. “Non mi sembra però che ci sia una mancanza morale da parte del personale del museo, anzi forse hanno fatto il loro mestiere, preservando la possibilità di quella famiglia di ritornare, in condizioni più degne“.

Pierre-Yves Madignier invece annuncia che la sua associazione porterà il museo in tribunale. “È indecente, quella famiglia si trovava nelle condizioni più degne che le sono concesse: quando si vive in condizioni insalubri, in una specie di baracca, i vestiti si impregnano di umido. I genitori e il bambino emanavano l’odore, persistente ma non insopportabile, della povertà. E la cosa che mi ha fatto più male è che sono stati loro, le vittime, a chiedere scusa“.

Che dire? Saranno stati contenti i visitatori che hanno fatto allontanare la famiglia di poveri, finalmente “liberi” di poter ammirare i capolavori di Van Gogh…e forse gli sfugge un particolare, visto che anche il genio olandese visse e morì in povertà. Da vivo è andato incontro alla medesima e disgustosa esclusione sociale.

fonte:nanopress.it

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie