Aree terremotate,il Fisco non rinuncia alla chiusura degli accertamenti

Il Fisco non rinuncia alla chiusura degli accertamenti nelle aree terremotate. Scade il prossimo 30 aprile il termine entro cui i terremotati colpiti dal sisma del maggio scorso in Emilia, Lombardia e Veneto dovranno effettuare i versamenti per perfezionare l’accertamento con adesione o l’accettazione dell’invito al contraddittorio. Questo sempre che i termini di pagamento siano scaduti nel periodo di sospensione. Lo chiarisce una nota della Direzione centrale accertamento dell’agenzia delle Entrate.

La precisazione agli uffici del Fisco

Il tutto con una raccomandazione agli uffici ben precisa: l’Agenzia non può rinunciare all’azione di accertamento. Come spiega la nota dell’Accertamento tutte le disposizioni introdotte che prevedono per i contribuenti danneggiati dal sisma una sospensione e una immediata ripresa degli adempimenti, non precludono in alcun modo agli uffici dell’Agenzia di eseguire la loro azione di accertamento entro i termini di prescrizione e decadenza in vigore. Lo stesso legislatore, infatti, più volte intervenuto sul tema della sospensione dei termini, non ha mai differito le scadenze per chiudere l’accertamento con adesione o quello per l’accettazione dell’invito al contraddittorio se non in relazione a quelli scaduti tra il 20 maggio e il 30 novembre del 2012, i quali sono prorogati al 31 maggio prossimo.

Ripresa degli adempimenti senza sanzioni

Nessuna sanzione sarà comunque applicata nel caso in cui gli adempimenti, come ad esempio quelli per la presentazione di atti e documenti richiesti dall’Agenzia, sono scaduti nel periodo di sospensione ed effettuati comunque entro la fine di aprile. Come spiega la Direzione accertamento, infatti, la ripresa senza applicazione di sanzioni entro il 30 aprile degli adempimenti tributari sospesi tra il 20 maggio e il 30 novembre 2012, è stata espressamente disposta dal decreto dell’Economia di fine dicembre.

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