Condividere il cibo: ecco come

Dopo l’auto e la bicicletta per i trasporti, ora arriva anche la condivisione del cibo. E’ il foodsharing, ma invece di nascere in Italia, patria del buon cibo, nasce in Germania. L’auspicio è che il nostro paese segua a ruota.

La cosa sta prendendo piede in Germania per iniziativa di Valentin Thum e Stefan Kreutzberg, due persone che hanno deciso di dire no allo spreco di cibo. Dall’idea sono passati subito al progetto concreto attraverso un sito che ha il compito di gestire operativamente lo scambio di cibo. Da una recente indagine, è emerso che in Germania 1 panino su 5 finirebbe nell’immondizia assieme a molti altri avanzi di cibo che in totale porterebbe nelle discariche 500.000 tonnellate di cibo all’anno. Ottimizzare le risorse del cibo permetterebbe alle mense dei poveri di funzionare con più varietà di alimenti e di dare l’opportunità a tutti di cibarsi in modo sufficiente. Il metodo individuato dai due ragazzi tedeschi è semplice: ci si registra al sito foodsharing.de e si evidenza quello che si può donare, quando scadrà e dove ci si trova. Dopo Colonia, è attivo già in varie città tedesche tra cui Berlino. L’idea è di dare sia a privati che negozianti e produttori una piattaforma che organizzi un servizio di raccolta degli alimenti in surplus e lo faccia gratis. Il cibo potrà anche essere cucinato per un gruppo di persone o assieme a degli amici, così da non buttare via l’equivalente annuo di 22 miliardi di euro come accade oggi. Il motto da seguire è ‘non dare da mangiare agli altri quello che tu non vorresti mangiare’. Un progetto analogo, ma solo per le mense scolastiche, è attivo in Canada e grazie a un ente no-profit anche in Inghilterra.

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