“Grillo ha dato una lezione di democrazia”

diPeio H. Riaño

7 marzo 2013Pubblicato in: Spagna

Traduzione di ItaliaDallEstero.info

El Confidencial

Erri de Luca ha trascorso la sua vita tra manifestazioni, fabbriche e carceri. È uno di quei saggi testimoni della penuria dell’Italia del dopoguerra, della quale tesse i suoi successi letterari ricordando una società martoriata, le spiagge napoletane, il lavoro dei pescatori, le voci delle madri e delle nonne.

“Ho imparato a conoscere l’Italia nelle sale affumicate dei cinema”, scrive nel libro I pesci non chiudono gli occhi, dove riconosce che il cinema del dopoguerra, quello neorealista, gli ha insegnato ad aprire gli occhi.

Oggi rimane in ascolto, dopo 15 mesi di governo tecnico, due di campagna elettorale e la decisione degli italiani questo fine settimana [il 24 e 25 febbraio, NdT] alle urne: “L’Italia si è svegliata divisa in tre parti. Due cose ovvie e un guastafeste hanno portato in parlamento un gran numero di donne e di giovani”, ammette lo scrittore italiano, alludendo al ritorno di Berlusconi prodotto dal rifiuto dell’austerità europea imposta da Monti.

Il voto di protesta contro la politica tradizionale, agonizzante nel discredito, che si indentifica nel Movimento 5 stelle del comico Beppe Grillo, il cui partito è stato il più votato alla Camera dei Deputati (25,5%), rappresenta per De Luca una vittoria senza precedenti.

Il ruolo dello scrittore

Grillo ha annunciato che a maggio sceglierà tramite Internet il successore di Napolitano alla Presidenza della Repubblica. La scommessa personale del comico – ora politico – è il premio Nobel per la letteratura Dario Fo.

In questo senso Erri De Luca si interroga proprio sulla funzione dello scrittore al servizio della società: “Fo salirà sul podio con Grillo, anche se non credo che spetti agli scrittori sedere sulle poltrone. Il loro ruolo è di stare in piazza ed osservare i cambiamenti da questo punto di vista”.

La reazione massiccia del popolo italiano punta alla rigenerazione della politica di fronte al degrado e alla corruzione dei leader politici e delle loro strutture. Grillo è stato considerato una salvezza? “Quando la parola pubblica è solo pubblicità e propaganda e vende un prodotto che il giorno dopo non vale nulla, allora cresce la necessità di parole coerenti, che si assumano la responsabilità di quello che dicono e affermano. In un’epoca di ciarlatani, cresce l’attenzione per la letteratura”.

Piacevolmente traboccante di vicende personali, racconta la salvezza che portarono le assemblee concitate e gli scontri di quando era diciottenne, quando l’urgenza di un’Italia in fiamme richiedeva azione.

Ricorda che in molti si convertirono e ridussero l’importanza di se stessi. Così riassume il suo percorso verso l’organizzazione comunista Lotta Continua. “In democrazia, le conquiste non si raggiungono tutte insieme. I potenti tendono a ridurle, ed è compito di ogni generazione conquistare libertà e diritti” Oggi, a sessant’anni, lontano dalla lotta, dalla sua casa di montagna risponde a questo giornale e spiega che cede le responsabilità ai più giovani per proteggere gli interessi dei più bisognosii.

La situazione economica e sociale attuale mette in dubbio non solo il ruolo del politico. Cambia anche il ruolo dello scrittore? “Lo scrittore ha valore quando la libertà di espressione è negata e calpestata. La sua funzione è quella di garantire il diritto di espressione a chi ne viene escluso, come tutti gli immigrati che non conoscono la lingua, come il prigioniero, il muto”. L’analisi di Erri de Luca conferma che gli italiani hanno deciso di cambiare gli intermediari con il potere e, come afferma Grillo, l’architettura dello Stato italiano “è crollata”.

[Articolo originale ""Grillo ha dado una lección de democracia"" di Peio H. Riaño]

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