I pastori con cellulari e smartphones: la rivoluzione nella zootecnia africana

In Africa la telefonia mobile ha saltato direttamente l’epoca del telefono fisso ed allevatori di bestiame e veterinari stanno sempre più utilizzando i telefonini per dare rapidamente l’allarme su possibili focolai di malattie animali, così da poter intervenire ad uno stadio iniziale e avviare con prontezza campagne di vaccinazioni su vasta scala.

La Fao spiega che «Alcune applicazioni per smartphones stanno rendendo il sistema di “allarme rapido” una questione di secondi invece che settimane, e gli interventi veterinari possono essere localizzati con estrema precisione e velocità grazie alla funzione Global positioning system (Gps) adesso disponibile nella maggior parte dei cellulari». Robert Allport, assistente del rappresentante Fao in Kenya per l’attuazione dei programmi, sottolinea che «La Fao e altre organizzazioni partner stanno profittando della grande diffusione della tecnologia cellulare al fine di informare rapidamente su focolai di malattie animali, localizzando con precisione le campagne di vaccinazione e le cure veterinarie, come ad esempio terapie contro i parassiti intestinali degli animali. I telefoni eliminano ritardi nel ricevere i dati dal campo poiché tutte le informazioni vengono trasmesse attraverso la rete cellulare, Non solo, ma le informazioni hanno una precisa localizzazione geografica che ne consente un’estrema accuratezza in tempo reale».2013_03_1_15_39_17

In Kenya ormai 3 persone su 4 possiedono un cellulare e la Fao, insieme al Royal Veterinary College di Londra e a Vetaid, una Ong kenyana,  sostiene la sperimentazione pilota di “EpiCollect”  un’applicazione per cellulari sviluppata dai ricercatori dell’Imperial College London’s School of Public Health, e finanziata dalla fondazione britannica Wellcome Trust, che aiuta a localizzare le campagne di vaccinazioni animali e le terapie. «L’applicazione e gli archivi di memoria sono forniti gratuitamente dal sito di EpiCollect – spiegano gli organizzatori – che assegna a ogni progetto uno spazio specifico, accessibile solo agli utenti di ogni singolo progetto. Il database di EpiCollect non è raggiungibile tramite i motori di ricerca, per evitare che occhi indiscreti possano avere accesso a informazioni sensibili.

Solo fino a 5 anni fa, i veterinari dovevano raggiungere località remote, raccogliere le informazioni e poi ornare negli uffici distrettuali per lavorare ai dati raccolti.  Ora, grazie ai cellulari, le informazioni vengono trasmesse in tempo reale.  «I dati – evidenzia la Fao – ad esempio il numero totale di capi di bestiame di una mandria o il numero degli animali vaccinati, vengono  salvati elettronicamente e poi trasferiti ad un sito specifico per ogni singolo progetto.  E se le mandrie si spostano da una zona a pascolo ad un’altra, i loro movimenti possono essere seguiti ed aggiornati. Sino adesso l’applicazione EpiCollect è stata usata soltanto dai veterinari sul campo, con cellulari forniti da Google Kenya per una fase di prova, gli strumenti vengono perfezionati ed i problemi tecnici risolti secondo il riscontro che ne danno gli utenti.  Alla fine di questo periodo di prova, potrebbero essere messi a disposizione degli anziani dei villaggi e dalle associazioni di operatori di salute animale radicate nelle comunità, poiché sempre più persone in Kenya passano a telefoni abilitati al collegamento ad internet e i prezzi sono di conseguenza scesi.  Sebbene per adesso solo un terzo della popolazione in Kenya abbia accesso a internet, va notato che il 99% delle connessioni avviene attraverso telefoni cellulari».

La Fao dispone di Empres-i, un Sistema mondiale d’informazione sulle malattie animali, che, una volta confermati,  riunisce i dati sui focolai di malattie animali raccolti sul campo ed ora ha sviluppato l’applicazione per cellulari Empres-i Ema che consente di riportare informazioni sui focolai di malattie animali direttamente nel database. La tecnologia, disponibile per telefoni con sistemi operativi Blackberry e Android, sarà sperimentata sul campo nella prima metà del 2013 dai servizi veterinari dell’Uganda, una fase pilota finanziata dal governo dell’Irlanda. E’ in fase di sviluppo Una versione Empres-i Ema per iPhones.

Grazie all’estrema rapidità con la quale si potranno trasmettere gli allarmi, le malattie animali possono essere individuate ed isolate in tempi record. «L’allerta precoce può impedire la morte di decine di migliaia di capi di bestiame – ricorda la Fao – salvaguardando in questo modo le condizioni di vita e la sicurezza alimentare della popolazione e impedendo una possibile trasmissione della malattia agli esseri umani».

Juan Lubroth, veterinario capo della Fao, è entusiasta di questi nuovi sviluppi tecnologici applicati ad un mondo, quello della piccola pastorizia, che è ancora per molti aspetti arcaico: «Il sistema Empres-i della Fao  è davvero un bene pubblico mondiale, e i nostri tempi di risposta migliorano costantemente grazie a questi incredibili progressi tecnologici. La prevenzione, la preparazione e la risposta precoce sono dei concetti potenti che quando sono tradotti in strumenti possono essere efficacemente usati contro le malattie infettive, salvaguardando in questo modo le condizioni di vita delle popolazioni, allontanando lo spettro della fame ed in alcuni casi il contagio agli esseri umani».

L’Ufficio regionale d’emergenza della Fao per l’Africa orientale e centrale ed Oxfam stanno utilizzando anche la tecnologia Nokia datagGathering (Ndg), messa a disposizione gratuitamente dal Nokia’s corporate social responsibility programme, per monitorare i punti d’acqua delle zone pastorali come indicatori precoci di siccità in Kenya ed Etiopia. Le comunità locali tengono regolarmente sotto controllo il livello dell’acqua tramite telefoni con connessione internet. Nella regione di Karamoja, in Uganda, grazie a Fao e Acted, l’Ndg viene utilizzato dai capi villaggio per monitorare gli indicatori di siccità e consentire una risposta rapida.

Allport  evidenzia che la Fao sta anche «Valutando come le nuove tecnologie mobili possono essere utilizzate per meglio connettere gli allevatori con i mercati e con i commercianti di bestiame. Chi commercia in bestiame non si reca in zone remote per comprare animali, a meno che non abbia la garanzia di poter comprare un certo numero di capi, altrimenti, non vale la pena di affrontare le spese del viaggio. Ma se i venditori di bestiame possono centralizzare le informazioni sul numero di capi che  hanno, dove ed a che prezzo, allora il mercato funziona in modo più efficiente e vi sarà una maggiore trasparenza dei prezzi, oltre a poter contrattare collettivamente per prezzi migliori».

In diversi Paesi africani ormai pastori commercianti di bestiame e veteriari hanno sostituito la vecchia  carta e penna con le penne digitali, con le quali  non solo le informazioni vengono trasmesse in pochi secondi ad un server centrale per essere analizzate, ma consentono ai veterinari di scrivere come hanno sempre fatto, conversando con gli allevatori senza “l’interferenza” che la moderna tecnologia mobile potrebbe creare.

Philip Fong, responsabile regionale Fao delle tecnologie informatiche, che ha già introdotto le penne digitali in Africa australe, dove hanno avuto enorme successo, conclude: «Uno degli aspetti più importanti del lavoro di un veterinario è stabilire un buon rapporto di fiducia con gli agricoltori e con le popolazioni.

Gli operatori ed i veterinari sul campo non possono stare ore a mandare informazioni dalla piccola tastiera di un cellulare, spesso da un touch screen su cui in pieno sole non si riesce a vedere nulla. Una penna digitale dispone invece di una piccola telecamera a raggi infrarossi che registra la scrittura quando la penna vi passa sopra, e usando la tecnologia Bluetooth invia i dati ad un telefono cellulare da dove vengono trasmessi ad un server centrale per essere analizzati. I benefici a catena di queste nuove tecnologie mobili sono davvero infiniti».

fonte:greenreport.it



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