Le estinzioni tra le specie possono avvenire a catena

Le estinzioni tra le specie avvengono a catena. Almeno secondo una nuova ricerca dell’Università di Exeter. Quando una specie sparisce da un ecosistema eserciterebbe, infatti, un impatto negativo sulle specie rimaste che finiscono con il tempo per cadere vittime dello stesso destino fatale.

Lo studio ha dimostrato che la riduzione – non solo l’estinzione – di una specie carnivora può porre le basi per l’estinzione di altre specie correlate. Un effetto a catena dalle conseguenze drammatiche.

La ricerca pubblicata sulla rivista Ecology Letters ha rilevato che anche i più piccoli cambiamenti all’interno di una specie importante per la catena alimentare esercitano un impatto devastante su specie simili o correlate. L’indagine ha coinvolto tre specie di vespe parassite e tre tipi di afidi, «pasto» preferito delle prime. Variando in diverse combinazioni le presenze di vespe e afidi in singoli ambienti sperimentali, il team di ricercatori ha dimostrato che la rimozione anche parziale di una specie di vespa ha indirettamente portato all’estinzione delle altre due specie di vespe e all’aumento delle popolazioni di afidi.

A condizionare le morti «a catena» e l’estinzione indiretta delle specie di api rimaste in vita è, secondo lo studio, la difficoltà di queste ultime a selezionare gli afidi commestibili da quelli non commestibili aumentati di misura a causa della morte del predatore specifico, la prima vespa «vittima» dell’estinzione-riduzione.

 

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