Rogo distrugge “Citta’ Scienza” Napoli: dipendenti senza stipendio da 11 mesi

Non e’ bastata una notte per spegnere l’immenso rogo che ha distrutto il polo della “Citta’ della Scienza” di Bagnoli, l’area museale e scientifica piu’ importante di Napoli e simbolo della rinascita di un’area (ex Italsider) devastata da anni di inquinamento e degrado ambientale. La procura di Napoli ha aperto un fascicolo d’inchiesta e sottoposto a sequestro l’area, come di prassi, ma solo questa mattina, mentre i vigili del fuoco sono impegnati nello spegnimento degli ultimi focolai, la polizia scientifica sta eseguendo i primi rilievi. Al momento non si esclude nulla, ne’ la pista dolosa ne’ l’incendio accidentale, anche se viene sottolinata da piu’ parti un’evidenza molto significativa e inquietante: i 160 dipendenti della “Citta’ della Scienza” erano in attesa di stipendio da 11 mesi. Una situazione che oggi appare drammatica visto che la vita del centro scientifico dipende da finanziamenti regionali e del Miur. Il consigliere delegato Enzo Lipardi ai giornalisti sottolinea che mai nei mesi scorsi ci sono stati episodi sospetti. In ogni caso la polizia sentira’ anche vertici e lavoratori, oltre al custode che ieri ha dato l’allarme.

NAPOLI CITTA DELLA SCIENZA DISTRUTTA DA UN INCENDIOTre squadre di vigili del fuoco sono ancora al lavoro per ultimare le operazioni di spegnimento dell’incendio violento che ieri notte ha distrutto quattro dei sei padiglioni di Citta’ della Scienza a Napoli, danneggiando in parte anche un quinto. L’allarme era stato dato da un custode alle 21,40. La struttura, che ospita incubatori di imprese e un Museo della Scienza sul modello di quello di Parigi, era chiusa, come tutti i lunedi’. A bruciare sono stati gli ex capannoni industriali della Perfosfati-Fertilgest, risalenti ai primi del ‘900, e della vetreria LeFevre, del primo ‘800, monumenti di archeologia industriale recuperati e restaurati lasciando le alte capriate di legno e i vetri. A salvarsi solo il teatro delle nuvole e il complesso per i convegni sorto dall’altro lato della strada. Ad alimentare le fiamme, molto violente, soprattutto il legno, materiale impiegato per un restauro di ex capannoni industriali del primo Novecento.

Ieri sera, oltre ai pompieri, sul posto anche la Polizia e il magistrato di turno per i primi rilievi, ma le indagini sulle cause del rogo potranno cominciare solo dopo il completo spegnimento delle fiamme. La “Citta’ della Scienza” era nata da un’idea di Vittorio Silvestrini, fisico e docente dell’ateneo “Federico II”, attuale presidente della Fondazione Idis, cui fanno capo 80 dei 160 dipendenti di Citta’ della Scienza. Era stata inaugurata nel 2001, aveva 160 dipendenti e vantava 350mila visitatori l’anno, con una manifestazione di punta, futuro remoto, che anticipava temi e problemi della scienza contemporanea. Nel 2011 ha fatturato oltre 6,4 milioni di euro.

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