Un secolo di plastica: il suo impatto sull’ambiente

In cento anni la plastica è divenuta un materiale indispensabile nella progettazione e nella produzione di beni di consumo di massa. Dal 1950 al 2008, in soli cinquanta anni, la produzione mondiale di plastica è passata da un milione e mezzo a 245 milioni di tonnellate annue, seguendo un andamento che si arresta. L’ambiente marino è particolarmente vulnerabile ai rifiuti di plastica: l’80% degli enormi agglomerati di rifiuti che galleggiano sull’oceano Atlantico e Pacifico è costituito da plastica e a farne le spese sono le specie marine. La plastica convenzionale contiene peraltro svariati additivi chimici, talvolta in grandi quantitá, che possono essere cancerogeni, provocare altre reazioni tossiche o perturbare il sistema endocrino e per questo la Commissione europea pubblica il nuovo ‘Libro verde’ allo scopo di lanciare una discussione articolata su come rendere piú sostenibili i prodotti di plastica nell’intero ciclo di vita e ridurre l’impatto dei rifiuti di plastica sull’ambiente.

I rifiuti di plastica e la loro gestione rappresentano una grande sfida per la tutela dell’ambiente, ma sono anche una formidabile occasione per rendere piú efficienti le nostre risorse – dichiara JanezPotočnik, Commissario per l’Ambiente – In un’economia circolare, in cui piú si ricicla piú si sopperisce alla scarsitá delle materie prime, sono convinto che la plastica abbia un futuro. Invito tutti gli interessati a partecipare a questo processo di riflessione su come trasformare la plastica da problema a parte della soluzione”. In piú, la plastica si ricicla poco. Metá di tutti i rifiuti di plastica generati in Europa finisce in discarica, pratica che dovrebbe invece evitarsi perchè la plastica, contenendo talvolta sostanze pericolose, può rilasciare sia emissioni nocive sia residui concentrati e inquinanti.

Il ‘Libro verde’ evidenzia l’importanza della plastica in molti processi e applicazioni industriali e i benefici economici che potrebbero derivare da tassi di riciclaggio piú alti. Con l’aumento della popolazione mondiale e il concomitante assottigliarsi delle risorse naturali, riciclare la plastica si porrá come alternativa allo sfruttamento delle risorse primarie. Per accelerare questo cambiamento occorre sostenere la progettazione ecocompatibile e l’innovazione ambientale migliorando il contesto normativo entro cui si inquadrano, ad esempio facendo in modo che nella progettazione dei prodotti di plastica siano contemplati gli aspetti della prevenzione e del riciclaggio dei rifiuti. La legislazione UE vigente in materia di rifiuti non contiene norme specifiche che regolino i problemi particolari posti dai rifiuti di plastica: gli Stati membri sono sì tenuti a privilegiare la prevenzione e il riciclaggio rispetto ad altri metodi di smaltimento, e ciò per tutti i flussi di rifiuti indicati nella direttiva quadro sui rifiuti, ma è chiaro che questo approccio non è sufficiente.

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