Centrali nucleari costruite su terreni sismici

La tragedia di Fukushima, nel 2011,sembra già dimenticata. 132 reattori nucleari presenti nell’Ue, più altri 5 in Svizzera, restano profondamente insicuri e tre minacciano l’incolumità del nostro Paese. Questa la conclusione di Greenpeace dopo un’indagine sulle centrali nucleari europee.

Il fisico Oda Becker, ha prodotto un nuovo rapporto, Updated review of EU nuclear stress-tests, che sottolinea come i piani d’azione nazionale siano palesemente insufficienti ad affrontare i problemi evidenziati dagli stress test. “A dispetto di investimenti anche ingenti – si legge nel rapporto – numerosi aspetti importanti e ben noti non sono stati affrontati e alcune delle questioni che pure sono state affrontate saranno risolte tra anni, lasciando quindi i cittadini europei esposti nel frattempo a rischi”.

Tra le centrali menzionate nel rapporto di Greenpeace ce ne sono due – Krsko in Slovenia e Muleberg in Svizzera – che minacciano anche la sicurezza italiana per ragioni comuni: i terreni sismici sui quali sono costruite e il pericolo di inondazioni.

Sono in corso  a Krsko lavori per migliorare la resistenza alle inondazioni, ma quando saranno conclusi, solo nel 2015, non basteranno a far ritenere la centrale al sicuro. Anche la centrale di Muleberg è in area sismica e soggetta a inondazioni: non ha un adeguato impianto di raffreddamento in caso di emergenza e i lavori per rendere sicure le piscine di raffreddamento del combustibile nucleare non si concluderanno prima del 2017. Nel rapporto si evidenzia anche come l’impianto sia troppo vecchio “da chiudere senza ulteriori discussioni” sentenzia Greenpeace. I pericoli per l’Italia non finiscono qui, c’è un’altra delle centrali “a rischio”, quella di Mochovche, in Slovacchia, di proprietà dell’italiana Enel, che non gode di ottima salute: esposta a rischio di terremoti fino a quando, nel corso del decennio, non saranno realizzate adeguate protezioni.

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