La crisi e i cattivi stili di vita

Un quadro in chiaroscuro,emerge dal ‘Rapporto Osservasalute 2012 dove nonostante la crisi e i cattivi stili di vita adottati dagli italiani, la salute sembra migliorare per molti aspetti.

Comportamenti dannosi come sedentarietà e consumo smodato di alcolici,non sembrano incidere sulla speranza di vita che nel nostro Paese continua ad aumentare costantemente.Italiani più longevi, dunque, ma sempre più anziani, appesantiti dalla crisi e dai chili di troppo.

Nel Rapporto, si fotografa un paradosso tutto nostrano – continua la diminuzione del rischio di morte per malattie circolatorie, tumori, apparato digerente e respiratorio. Da un lato aumentano coloro che non consumano alcolici e diminuiscono i fumatori, passati dal 22,8% del 2010 al 22,3% dell’anno successivo. Ma dall’altro aumentano le persone in sovrappeso e obese, e lo stesso vale per i giovani che adottano comportamenti a rischio.

Un fenomeno emergente negli ultimi anni nel nostro Paese, ad esempio, è rappresentato dall’avvio precoce al consumo di alcol, dal ‘binge drinking’ e dal consumo di alcol fuori pasto. Il dato che desta maggiore preoccupazione, però, è quello relativo al progressivo e costante abbassamento dell’età media di avvio all’uso dell’alcol e il riscontro di oltre 300 mila minori di 11-15 anni di età che usano l’alcol secondo modalità rischiose e fonte di danni per la salute. Aumentano anche le fasce di popolazione a rischio, a causa del noto processo d’invecchiamento che dal 2002 al 2011 ha fatto registrare un aumento del 4,7% degli anziani tra 65-74 anni e del 28,7% per gli ‘over 75’. Con la complicità dell’attuale fase di complessità sociale ed economica, aumenta poi la sofferenza mentale di quegli italiani che ricorrono sempre più di frequente al farmaco per ‘sedare’ angosce e disagi, sempre più spesso confusi con un disturbo depressivo. Anche quest’anno, infatti, prosegue il trend di aumento del consumo di farmaci antidepressivi. Il volume prescrittivo dei farmaci antidepressivi mostra un continuo aumento negli ultimi 10 anni e difficilmente vedrà un’inversione di tendenza.

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