L’Italia oltre la crisi,proposte per cambiare il futuro del Paese

Legambiente in collaborazione con l’Istituto Ambiente Italia  presenta  “L’Italia oltre la crisi”

Ridisegnare la fiscalita’, fermare le ecomafie, rilanciare gli investimenti, premiare l’autoproduzione energetica da rinnovabili e la riqualificazione del patrimonio edilizio, investire nelle citta’. Sono le proposte per mettere in moto gli interventi indispensabili per cambiare il futuro dell’Italia.

Il rapporto evidenzia forti diseguaglianze generazionali e di genere, un tasso di occupazione tra i piu’ bassi in Europa, mobilita’ privata ai vertici, industria in crisi, dissesto idrogeologico e illegalita’ ambientale al top, concentrazione di polveri e metalli ancora elevati. Ma anche qualche dato positivo: rinnovabili e vendite di biciclette in aumento, produzione di rifiuti ed emissioni inquinanti in calo.

Dobbiamo puntare a una alleanza tra lavoro e ambiente per cercare di rispondere adeguatamente alla drammatica situazione attuale per cui aumentano le diseguaglianze e la crisi climatica incombe – dichiara il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – Oggi c’e’ una sola ricetta per uscire dalla crisi, ed e’ quella di una Green economy che incrocia le domande e i problemi dei territori, i ritardi del Paese e le paure del futuro, le risorse e le vocazioni delle citta’ e che vuole rimettere al centro la bellezza italiana”.

Serve, per Legambiente, “una prospettiva lungimirante che passa per l’aumento della fiscalita’ sulle risorse energetiche, togliendo tutti i sussidi alle fonti fossili, in modo da ridurla sul lavoro, e per una tassazione finalmente adeguata e trasparente sulle risorse ambientali e i beni comuni, dal consumo di suolo ai materiali di cava, all’imbottigliamento di acque minerali alle spiagge – aggiunge il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini – spingendo sul ripristino della legalita’ e fermando lo sperpero di denaro pubblico destinato a inutili e devastanti grandi opere”.

Ecco, quindi, le proposte per cambiare il futuro dell’Italia. Prima fra tutte, ridisegnare la fiscalita’ facendo delle emissioni di Co2 il criterio per ridefinire accise e Iva premiando cosi’ l’efficienza energetica e rivedere canoni e tasse sull’uso dei beni comuni, intervenendo sui regimi di tutela.

Per fermare le ecomafie, che impediscono alla green economy di esprimere tutte le sue potenzialita’, servono sanzioni penali adeguate, misure preventive e patrimoniali, obbligo di ripristino dello stato dei luoghi, ravvedimento operoso o, addirittura, non punibilita’ se l’artefice del danno all’ambiente si autodenuncia e poi bonifica l’area interessata.

Bisogna poi tornare a investire per rilanciare l’economia e creare lavoro, cambiando le priorita’ di spesa e intervenendo sulla spesa pubblica, dove vi sono enormi sperperi di risorse in mala gestione, grandi opere, sussidi alle fonti fossili, armamenti. Necessario anche premiare l’autoproduzione energetica da rinnovabili e la riqualificazione del patrimonio edilizio attraverso smart grid private e facilitando lo scambio con la rete.

 

 

L’ultima proposta riguarda le citta’: solo investendo nelle citta’ l’Italia puo’ riuscire a muovere un’innovazione che non rimanga un concetto vago e astruso. Ed e’ la qualita’ e quantita’ del welfare, dal trasporto pubblico agli asili, dall’istruzione alla cultura, a determinare la competitivita’ di una economia e di un territorio. Per questo serve una regia e una politica nazionale, per non perdere le risorse dei fondi strutturali europei 2014-2020 e realizzare finalmente interventi di riqualificazione ambientale e sociale delle periferie, per la casa e la mobilita’ sostenibile.

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