manifestazioni pro vivisezione,ricercatori indignati

Milano-manifestazioni pro vivisezione

I pro vivisezione scesi in strada hanno manifestato contro chi “nel nome della violenza e dell’ignoranza critica i lavoratori onesti”, specificando come la categoria dei ricercatori sia sottopagata e continuamente bistrattata dagli animalisti. Secondo loro, inoltre, gli animali sottratti dal laboratorio sono in pericolo: un manifestante ha spiegato come alcune cavie siano selezionate geneticamente e molto delicate, dunque, se liberate, incorreranno in morte certa. Oltre a ciò, i favorevoli alla vivisezione hanno rilanciato il proprio messaggio secondo cui gli atti degli animalisti causano danni alla ricerca e alle università, nonché ai lavoratori che, comunque, si dichiarano orgogliosi di salvare la vita alle persone.

Tutto è iniziato con l’incursione, ieri, di un gruppo di attivisti animalisti presso il Dipartimento di farmacologia all’Università. Una protesta che è sfociata in occupazione: dopo dieci ore, alla fine, il comitato “Fermare Green Hill” è stato in grado di liberare dalle gabbie centinaia di topi e conigli e portarli fuori dai laboratori.

I ricercatori questa volta hanno scelto di reagire. E così, anche attraverso il tam tam dei social network, ecco che oggi si sta tenendo una contromanifestazione, guidata da coloro che si dicono favorevoli alla sperimentazione animale. “Per la prima volta abbiamo fatto sentire veramente la nostra voce”, hanno scritto su facebook gli organizzatori “Un sostegno per la gente che fa il proprio lavoro, presa di mira dagli ignoranti,un sostegno per l’università, un sostegno per la ricerca, un sostegno per il futuro. Per non perdere la speranza”.

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