Sviluppo Sostenibile,la strategia francese

Il rapporto illustra una un percorso articolato in nove “tappe”: 1) consumo e produzione sostenibili, 2) società della conoscenza, 3) la governance, 4) il cambiamento climatico e l’energia, 5) i trasporti e la mobilità sostenibile, 6) la conservazione e la gestione della biodiversità e delle risorse naturali, 7) la salute pubblica, 7) la prevenzione e la gestione del rischio, 7) la demografia, 8) immigrazione e inclusione sociale, 9) le sfide internazionali relative al tema dello sviluppo sostenibile e la povertà in tutto il mondo. Questo rapporto fornisce una valutazione duplice: qualitativa e quantitativa dei risultati raggiunti e delle criticità da risolvere.

Gli obiettivi realizzati

In termini di consumo e produzione sostenibili, si evidenzia l’aumento del 35% nel 2011, del numero di prodotti recanti il marchio “Ecolabel UE o il marchio “Ambiente NF” (NF Environnement è il marchio francese creato nel 1992 dall’Ente di Normazione Francese)., e l’avvenuto raggiungimento dell’ obiettivo 2012 per il riciclaggio dei rifiuti per uso domestico (35%).

Per quanto concerne gli imballaggi domestici, il piano attuativo ha centrato la quota prevista per il 2012 (75%) addirittura con un anno di anticipo (con un tasso del 64,3% nel 2010).

Da sottolineare anche il dato relativo al fatturato dell’agricoltura biologica nel 2011(18%), con un introito complessivo di circa 4 miliardi di euro.

Riguardo alla offerta formativa, il Ministero della Pubblica Istruzione francese ha avviato dal 2011 70 corsi di specializzazione in tema di sostenibilità ambientale per il settore edile e nuovi corsi di aggiornamento per gli operai delle industrie aventi maggiore impatto ambientale su “Riciclaggio dei materiali di produzione”, “Risparmio energetico” e “Igiene del territorio”. Inoltre, sono stati introdotti 261 corsi nelle scuole secondarie superiori, dedicati allo sviluppo sostenibile.

Per quanto riguarda la governance, in termini di approccio territoriale allo sviluppo sostenibile, 930 comunità sono state impegnate nelle Agende 21 Locali : 302 di questi enti hanno ottenuto nel 2012 l’ accreditamento da parte del Ministero dello Sviluppo Sostenibile, superando ampiamente la quota prevista di 250 unità territoriali certificate per il 2013.

Un altro aspetto positivo tocca il tema dell’ efficienza energetica: il sistema dei certificati di risparmio energetico è stato amplificato (introducendo un secondo periodo di emissione di “titoli di credito ecologici” fino alla fine del 2013). Nel primo periodo, tra il 2006 e il 2009 sono stati risparmiati più di 65 TWh superando ampiamente l’obiettivo iniziale di 11 TWh.

Il rapporto, inoltre, mette in particolare evidenza come la Francia sia uno dei pochi paesi ad aver concretamente attuato il proprio impegno nei confronti del protocollo di Kyoto (-7,4% le emissioni di gas serra entro il 2010 rispetto al 1990). L’obiettivo europeo è quello di ridurre tali emissioni del 20% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990.

Riguardo le Energie rinnovabili: nel 2010, la quota delle energie rinnovabili nel consumo finale di energia ha raggiunto 13,15% anche. L’obiettivo è di aumentare questa percentuale al 23% nel 2020.

Per il settore dei Trasporti, l’ introduzione del “bonus-malus” per le emissioni di CO 2 dei veicoli ha avuto un forte impatto in termini di deterrenza, facendo scendere il livello medio di emissioni al di sotto di 128 g CO 2/ km. (la quota da raggiungere entro il 2020 è 95 g CO 2 / km). Un altro dato rilevante concerne la quota trasporto pubblico-passeggero (aumento del 15,8% ).

In termini di salute ambientale: ben 422 aziende nazionali hanno ridotto le emissioni industriali di sostanze tossiche nel 2011 e di queste, circa la metà (il 45%) ha deciso di ridurre di un ulteriore 30% il livello di emissioni entro il 2013.Le criticità da risolvere

Si sono registrate alcune evidenti criticità nel raggiungimento degli obiettivi prefissati nel piano di attuazione governativa. Per fare un esempio, se esaminiamo i Piani di Prevenzione dei Rischi Naturali (PPRN), nonostante alcuni progressi, nel mese di giugno 2012, sono stati presentati ben 9.055, piani preventivi: di questi sono stati approvati solo 1655. Una cifra considerevole, ma in ogni caso piuttosto deludente, se rapportata al numero dei piani non approvati e comunque al di sotto della quota fissata di 2500 autorizzazioni entro la fine del 2012.

La quota di trasporto merci per ferrovia e attraverso le vie navigabili interne, è diminuita del 7,2% dal 2006 al 2011, raggiungendo l’ 11,7% (nel 2006 la percentuale era del 12,6%). L’obiettivo fissato dal Governo era di aumentare questa percentuale al 25% entro il 2012 ! Tutto ciò ha determinato inevitabilmente la crescita del trasporto su strada (+2,3% rispetto al 2010) sia per i beni (+3,1%) che per i viaggiatori (+1,5%).

Per quanto riguarda la produzione agricola “sostenibile”, nel 2011, si è raggiunta la quota del 3,6% della superficie agricola utile (SAU) Dobbiamo considerare che l’obiettivo del Forum Ambiente Grenelle era di toccare la quota del 6% entro il 2012, dunque un altro segnale negativoe, peggio ancora, nonostante le misure attuate nel quadro della Ecophyto 2018, il dato relativo all’ uso dei pesticidi è, purtroppo, in costante crescita

Di fronte alla difficoltà di raggiungere le soglie previste il Ministro dell’Agricoltura Stéphane Le Foll ha annunciato un nuovo piano, che dovrebbe essere approvato a breve (si parla di giugno 2013) per raggiungere l’8% della SAU entro l’anno 2017.

La data per l’ introduzione del nuovo piano attuativo è il 1° gennaio 2014

arpat.toscana.it

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