L’acqua,bene comune e indispensabile è l’oro blu del secolo

Il nostro Pianeta,è ricoperto dal 70% di acqua eppure ogni anno, per la sua mancanza, muoiono oltre 3 milioni di persone (potrebbero scoppiare tensioni e guerre tra i Paesi che non ne hanno a sufficienza),mentre un terzo delle risorse idriche complessive sono consumate solamente da India, Cina e Stati Uniti d’America.

E’ dunque un tema fortemente attuale quello scelto per la quarta edizione del Premio Internazionale ambientalista ”Il Monito del Giardino”, promosso dalla Fondazione Bardini Peyron col contributo dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, che quest’anno, proprio per questa sua scelta, ha ottenuto il Premio di rappresentanza del Capo dello Stato. La manifestazione, che è stata inserita tra gli appuntamenti dell’Onu in occasione dell’Anno internazionale per la cooperazione idrica e che si terrà a Firenze dal 2 al 5 giugno, ha il patrocinio dell’International Hydrological Programme dell’Unesco, della Regione Toscana, dell’Università di Firenze e dell’Accademia dei Georgofili e si è potuta realizzare anche grazie al sostegno di Publiacqua, Unicoop Firenze e Life Beyond Tourism.

Per quattro giorni, dal 2 al 5 giugno, il tema ‘Acqua al futuro’ sarà al centro di alcuni eventi che culmineranno la mattina di mercoledì 5 giugno, Giornata mondiale dell’Ambiente, con un seminario nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Firenze durante il quale saranno premiati i sei vincitori di questa edizione, tutte personalità che si sono distinte, nel mondo, nel campo del recupero, della conservazione, dell’uso e della distribuzione dell’acqua.

Il primo premio, l’unico in denaro (15 mila euro), ha spiegato il segretario scientifico professor Francesco Ferrini, andrà all’israeliano Aaron Wolf, straordinario mediatore nelle più delicate vertenze internazionali legate all’oro blu, a cominciare dal conflitto arabo-israeliano.

Gli altri cinque vincitori, che riceveranno una statuetta in argento, esempio del migliore artigianato fiorentino, sono: Tony Allan, lo studioso che per primo ha formulato il concetto di ‘acqua virtuale’, ovvero la quantità del prezioso liquido necessaria per produrre gli alimenti che consumiamo e gli oggetti necessari alla nostra vita; Simon Langan, per la sua infaticabile opera quale capo dell’Ufficio dell’International Water Management Institute (Iwmi) per il Bacino del Nilo e l’Africa orientale; Pasquale Steduto, tecnico di eccellenza in campo internazionale e direttore della Divisione Terra e Acque della Fao; Helgard Zeh, chiamata la ‘maestra dei fiumi’ per le sue competenze di ingegneria naturalistica contro le alluvioni e le esondazioni; Angela Morelli, apprezzata comunicatrice e definita a livello internazionale ”ambasciatrice” dell’acqua virtuale e degli studi sull’impronta idrica.

Le sei personalità sono state selezionate dalla giuria presieduta, a partire dal 2010, dal noto climatologo professor Maracchi, e composta dal professor Francesco Ferrini (segretario scientifico) e da studiosi e comunicatori come Marco Bindi, Antonio Cianciullo, Erasmo De Angelis, Raffaello Giannini, Simone Orlandini, Stefano Mancuso, Lucilla Minelli, Pia Pera, Mariachiara Pozzana, Giannozzo Pucci, Simone Siliani, Rossella Sleiter, Vieri Torrigiani Malaspina, Massimo Venturi Ferriolo.

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