orto fai da te,necessità o passione ?

Sempre più italiani si lanciano nell’orto fai da te risparmiamdo quest’anno almeno un miliardo e quattrocento milioni di euro.

Dal piccolo appezzamento di terreno all’orto ricavato sul poggiolo di casa; dall’orto da passeggio a quello verticale si stima che abbiano un orto 4 milioni e mezzo di italiani e altri 200 mila, complice la crisi, dovrebbero aggiungersi quest’anno. Secondo la Coldiretti siamo di fronte a una situazione senza precedenti: ”è come in tempo di guerra quando nelle città italiane, europee e degli Stati Uniti si diffondevano gli orti per garantire approvvigionamenti alimentari”.

L’investimento, d’altronde è limitato e basta un piccolo pezzo del balcone. O si utilizzano materiali di recupero, o si ricorre, nel migliore dei casi, a soluzioni preconfezionate. ”Si può ipotizzare – spiega la Coldiretti- per un orto sul balcone di medie dimensioni un costo che oscilla fra i 40 e i 50 euro per 2 contenitori da 80 centimetri di lunghezza, con la giusta quantità di terra e 6 piantine orticole più diverse essenze aromatiche, dove la maggior parte del costo è rappresentato proprio dai vasi che certamente non si buttano via a fine stagione, ma possono essere riutilizzati per più anni. Le singole piantine orticole possono costare fra i 25 e i 30 centesimi per confezioni multiple”.

“Il segreto – spiega Coldiretti – del piccolo orto sul balcone sta nell’ottimizzare gli spazi all’interno degli stessi vasi, alternando piante più alte come pomodorini, peperoni e melanzane, con alla base composizioni di prezzemolo, basilico ed erbette. L’ideale è attrezzare un lato del balcone con le orticole e l’altro con le aromatiche (come timo, salvia e menta)”.

Anche i comuni si stanno adeguando a questa tendenza in costante aumento. Secondo il censimento effettuato dall’Istat “quasi la metà (38 per cento) delle amministrazioni comunali dei capoluoghi di provincia ha previsto orti urbani tra le modalità di gestione delle aree del verde, con forti polarizzazioni regionali: il 72 per cento delle città del Nord-ovest, poco meno del 60 per cento e del 41 per cento rispettivamente nel Nord-est e nel Centro (con concentrazioni geografiche in Emilia-Romagna e Toscana, ma ben rappresentati anche in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e nel Lazio). Nel Mezzogiorno, infine, risultano presenti solo a Napoli, Andria, Barletta e Palermo”.

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