Pesca intensiva fa strage di uccelli marini

La pesca intensiva uccide 400mila volatili l’anno,la causa i tramagli  reti fisse, utilizzate in gran parte nella pesca costiera e realizzate in nylon che le rende invisibili. Gli uccelli marini vi rimangono spesso impigliati e annegano mentre inseguono le loro prede sott’acqua.

Tra le specie catturate accidentalmente vi sono i pinguini Humboldt, specie minacciata, la moretta codona, la rarissima urietta mormoreggiata, e altri esemplari più diffusi come l’uria. Ma gli uccelli marini non sono le sole vittime di questi metodi: i tramagli sono una grave minaccia anche per delfini, balene, foche e tartarughe.

Ad oggi le azioni correttive sono state molto sporadiche. Tuttavia si registra una presa d’atto del problema da parte delle autorità. Il piano d’azione dell’Unione europea, lanciato lo scorso novembre per ridurre al minimo le catture accidentali di uccelli marini con attrezzi da pesca, sottolinea come il problema dei tramagli sia prioritario. Tuttavia, l’applicazione di questo piano è, allo stato attuale, di natura volontaria. Per questo motivo BirdLife international sta chiedendo misure vincolanti da includere nell’ambito della Politica comune sulla pesca (Pcp), finalizzate a migliorare la raccolta di dati e a fornire finanziamenti per la ricerca. Tutto questo al fine di individuare i migliori metodi per evitare che gli uccelli marini restino uccisi.

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