pesce ‘dopato’,Slow Fish lancia l’allarme

Il rischio di trovarsi del pesce ‘dopato’ nel piatto esiste: acciughe e orate sembrano appena pescate e invece sono da giorni sul banco del mercato e diventano pericolose per la salute perche’ trattate con sostanze chimiche. Slow Fish, in occasione della manifestazione“Il mare è di tutti2013”,denuncia l’uso di sostanze chimiche da parte di qualche venditore senza scrupoli e chiede al Governo un piano nazionale di controlli e investimenti mirati.

Il ministro per le politiche forestali e agricole, Nunzia De Girolamo, in visita alla manifestazione, raccoglie subito l’ invito: ”ho appena avuto un colloquio con la Guardia Costiera anche su questo tema del pesce dopato. Ho chiesto la massima attenzione” ha spiegato oggi.

Racconta Silvio Greco, ricercatore e responsabile scientifico di Slow Fish: ”poco tempo fa ero in Rai per una trasmissione e qualcuno mi ha portato a vedere una ombrina: era perfetta, brillava, sembrava pescata la mattina, ma quando l’ho toccata con un dito ho scoperto che era quasi marcia”. ”Da due anni ci sono segnalazioni per l’uso di una sostanza in vendita via internet in Spagna, il ‘cafados’, che in Italia e’ vietato – spiega ancora Greco -. Viene mescolato al ghiaccio e mantiene inalterate per oltre una settimana le caratteristiche del pesce, facendolo sembrare fresco. In verita’ il pesce marcisce e produce stamina che ha effetti tossici e puo’ creare problemi gravi di salute ad esempio chi ha disturbi al cuore”.

Un caso e’ avvenuto di recente in Puglia: ”ne hanno scritto i giornali – dice Greco – ci sarebbe il cafados dietro a una serie di malori”.

L’iniziativa di Slow Fish e’ bene accolta sia dai venditori che dai pescatori. Augusto Comes, di Federcopesca spiega: ”piu’ controlli ci sono meglio e’ per i pescatori e i consumatori. Noi siamo in prima linea per difendere la qualita’ del pesce”.

”Non vogliamo fare inutili allarmismi – spiega Greco – ma porre il problema: la facilita’ di procurarsi il cafados puo’ fare crescere il fenomeno. Accanto a qualche disonesto ci puo’ essere anche chi usa in buona fede il prodotto chimico”. Il cafados viene usato in genere per le acciughe: dopo due giorni dovrebbero diventare rosse e non essere piu’ toniche mentre invece ‘dopate’ sembrano fresche di giornata.

Se si va sul sito spagnolo ‘www.lab-dpa.es’, registrato a Barcellona e’ facile scegliere: ”c’e’ una pagina che invita a comparare il prodotto chimico migliore per ogni tipo di pesce – dice Greco -. Credo che basterebbe controllare le fatture, se in Italia quel prodotto l’ha comprato uno che vende pesce risulta facile capire perche”’.

Greco denuncia anche l’uso di altri prodotti chimici come l’acqua ossigenata. ”Nel 2010 il Ministero aveva emesso una nota sottolineando il divieto di usarla – dice Greco – ma qualcuno lo fa. Mantiene l’aspetto brillante e rende piu’ bianche le carni dei molluschi come seppie, calamari e totani”.

”C’e’ un problema anche con l’acido borico, che e’ tossico – aggiunge Greco – e che viene usato a bordo dei pescherecci per mantenere il colore rosso dei gamberoni. Magari lo fanno in buona fede ma devono smetterla. Per il tonno proveniente dal Vietnam e dall’India, infine, qualcuno usa in modo fraudolento e pericoloso il monossido di carbonio per ‘ringiovanire’ il pesce”

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