Agrumi, una protezione naturale per il cuore

Pisa, un gruppo di ricercatori ha dimostrato che gli agrumi offrono una protezione naturale per il cuore. Come si legge in una nota dell’ateneo questa ricerca – rilanciata anche dall’autorevole rivista scientifica Biochemical Pharmacology” – “ha evidenziato che la naringenina, un flavonoide di cui sono particolarmente ricchi i frutti del genere Citrus, quali arancia, limone e pompelmo, oltre alla tipica azione antiossidante, ha significative proprietà cardioprotettive nei confronti del danno ischemico, con un meccanismo d’azione specifico che risiede nell’interazione con una proteina (in particolare un canale ionico) localizzata a livello dei mitocondri cardiaci”. Secondo i ricercatori già in passato la medicina aveva dimostrato che il consumo abituale di frutta e verdura, alimenti ricchi di flavonoidi, riduce l’insorgenza di patologie cardiovascolari. “Ma la maggior parte delle ricerche sperimentali si limitavano, tuttavia, a sottolineare le ben note proprietà antiossidanti dei flavonoidi, che da sole non sono sufficienti a giustificare gli effetti di questa importante classe di composti naturali”.

Gli autori della ricerca, Vincenzo Calderone e Lara Testai, hanno spiegato: “Finora gli studi sono stati condotti solo su modelli sperimentali, infatti questa scoperta potrebbe avere un concreto impatto nutraceutico e farmaceutico, visto che tutt’oggi le patologie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte nei Paesi industrializzati e comportano inoltre una spesa imponente per il sistema sanitario nazionale. Appare dunque molto promettente la possibilità di sviluppare appropriate formulazioni nutraceutiche a base di naringenina, che assunte costantemente come integratori dell’alimentazione possano contribuire alla riduzione del rischio cardiovascolare”. Intanto, in futuro, sarà sempre più facile prevenire gli infarti nei soggetti predisposti a malattie cardiache. In America un gruppo di ricercatori è arrivato alla conclusione che l’aterosclerosi nell’aorta addominale potrebbe predire futuri attacchi di cuore.

Questo almeno hanno scritto in un loro recente studio gli scienziati della University of Texas Southwestern Medical Center di Dallas. Sono stati, dopo un lungo trial, a scoprire infatti che alcune misure tramite risonanza magnetica per immagini potrebbero essere messe in connessione con futuri eventi cardiovascolari. Come si legge sull’autorevole rivista Radiology, questa ricerca finisce per dimostrare che un buon fattore di predizione potrebbe essere la quantità di placche, che di solito sono dovuti all’accumulo di grassi, colesterolo e altre sostanze nell’aorta addominale. Per capire il livello di guardia basta infatti guardare lo spessore di questo vaso sanguigno. Gli scienziati texani hanno messo sotto controllo e studiato le cartelle cliniche di 2122 pazienti, con un’età media di 44 anni. Soprattutto li hanno monitorati per quasi otto anni. Risulato? Chi segnalava problemi cardiaci, mostrava anche l’aumento dello spessore delle pareti dell’aorta addominale, il quale, va da sé, aumentava il rischio di tutti i tipi di eventi cardiovascolari. Da notare invece che un incremento sia dello spessore dell’aorta sia delle placche era invece associato invece solo a un aumento del rischio di eventi vascolari non fatali.

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