Boscimani sotto sfratto,vittoria per rimanere nella loro terra ancestrale

Decine di Boscimani del Botswana minacciati di sfratto hanno ottenuto una vittoria importante nella lotta per rimanere nella loro terra ancestrale. Gli sfratti erano apparentemente motivati dal progetto di apertura di un “corridoio ecologico-faunistico” nell’area in cui vivono.

Da quando il corridoio tra la Central Kalahari Game Reserve e il Kgalagadi Transfrontier Park è stato proposto, le autorità locali e nazionali hanno cominciato a fare pressione sui Boscimani di Ranyane perché si trasferissero.dsc05887_article_column

Il progetto era stato promosso da Conservation International(CI): tra i membri del Consiglio dell’organizzazione americana siede anche il Presidente del Botswana, Ian Khama.

In realtà, i Boscimani non rappresentano alcuna minaccia per la fauna selvatica, con cui convivono in armonia da secoli. Molti credono, invece, che gli sfratti vogliano favorire gli allevatori locali.

Il mese scorso, il Consiglio locale aveva detto ai residenti che sarebbero stati sfrattati nel giro di quattro giorni, e aveva poi inviato all’insediamento i camion e la polizia per intimidirli. I Boscimani si erano rivolti alla Corte Suprema, ed avevano ottenuto un’ordinanza temporanea di sospensione degli sfratti.

Oggi, in una nuova udienza, la Corte Suprema ha stabilito che nessun funzionario governativo può entrare nel territorio dei Boscimani senza il loro consenso, che il loro pozzo d’acqua non può essere smantellato senza preavviso, e che ogni ulteriore tentativo di trasferirli dovrà essere precedentemente comunicato ai loro avvocati.

La Corte ha decretato anche che il Governo dovrà ripagare tutte le spese sostenute dai Boscimani.

“Quanti altri processi ci vorranno perché i diritti umani prevalgano in Botswana?” ha dichiarato oggi il Direttore generale di Survival International, Stephen Corry. “Non è ora che il Presidente Khama metta fine una volta per tutte agli sfratti dei Boscimani, i primi cittadini del Botswana?”

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