Ecomafia 2013,la criminalita’ ambientale coglie le nuove opportunità

Abusivismo edilizio e corruzione: la criminalita’ ambientale, oltre a coltivare i soliti interessi, sa anche cogliere tutte le nuove opportunita’, offerte dall’economia.

A tracciare il quadro e’ Ecomafia 2013, il rapporto annuale di Legambiente realizzato grazie al contributo delle Forze dell’ordine, con prefazione di Carlo Lucarelli ed edito da Edizioni Ambiente. In particolare, l’incidenza dell’edilizia illegale nel mercato delle costruzioni e’ passata dal 9% del 2006 al 16,9% stimato per il 2013. Mentre le nuove costruzioni legali sono crollate da 305.000 a 122.000, quelle abusive hanno subito una leggerissima flessione: dalle 30.000 del 2006 alle 26.000 nel 2013.

i costi di mercato: a fronte di un valore medio del costo di costruzione di un alloggio con le carte in regola pari a 155.000 euro, quello illegale si realizza con un terzo dell’investimento, esattamente 66.000 euro. Non sarebbe comunque un buon affare se si corresse davvero il rischio della demolizione, ma si tratta di un’eventualita’ purtroppo remota: tra il 2000 e il 2011 e’ stato eseguito appena il 10,6% delle 46.760 ordinanze di demolizione emesse dai tribunali. Una goccia nella vera e propria ondata di cemento abusivo che si e’ abbattuta sul nostro paese: dal 2003 al 2012 sono state 283.000 le nuove case illegali, con un fatturato complessivo di circa 19,4 miliardi di euro.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie