Giornata Mondiale del Rifugiato, 20 giugno 2013

Nel mondo ci sono milioni di donne e uomini che ogni anno, a causa di guerre, persecuzioni etniche e religiose o disastri ambientali, sono costretti a fuggire dai propri Paesi in cerca di un luogo sicuro dove poter vivere.

In particolare, negli ultimi decenni, la categoria dei rifugiati ambientali è divenuta sempre più consistente: queste persone sono costrette a partire a causa del deterioramento ecologico, spesso irreversibile, dell’ambiente in cui vivono.

I profughi ambientali non sono sempre vittime di disastri naturali ma spesso subiscono sulla propria pelle le conseguenze di un uso scellerato, da parte di multinazionali senza scrupoli, delle risorse naturali presenti sul territorio. L’attività di sfruttamento delle risorse naturali, oltre a non creare nessuna ricaduta positiva in termini economici per le popolazioni che abitano i territori interessati, produce devastazioni ambientali di enorme entità e porta infine alla distruzione delle economie e degli stili di vita locali, e della stessa coesione sociale interna alle comunità, impoverendole, e spingendo così molti a migrare verso le grandi città o verso l’estero, alimentando in maniera sempre più consistente i flussi migratori.

 

Per questo A Sud parteciperà il 20 giugno alla manifestazione in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato.

Giornata Mondiale del Rifugiato

La “Barca dei Diritti” in piazza

per invertire la rotta…

siamo tutti profughi e orfani di diritti!

 MANIFESTAZIONE

giovedì 20 giugno 2013, dalle ore 17:00

Piazza Esquilino, Roma

Negli ultimi anni il sistema di contenimento dell’immigrazione e della libera circolazione ha prodotto su scala europea  e nazionale numerose vittime: non solo i migranti che hanno perso la vita nel tentativo di inseguire una esistenza migliore, ma anche chi soccombe ogni giorno a continue discriminazioni sociali e civili. Parliamo di tutti quelli che oggi sono orfani di diritti, e che nel recente passato hanno condotto un’esistenza fatta di paura e marginalità. Nella metropoli romana, complice la crisi economica, si è infatti sviluppato un fenomeno di grave esclusione sociale e culturale, che ha determinato paura verso l’altro e in alcuni casi guerra tra poveri.

 

In questa giornata vogliamo invertire la rotta, ribadire che non è più tempo di vivere in una città governata dalla paura: l’inclusione sociale, i diritti e la dignità possono e devono essere i principi guida della Roma che vogliamo. Lo racconteremo in piazza proprio il 20 giugno, nella Giornata mondiale del rifugiato, insieme alle tante realtà che hanno varato la “Barca dei Diritti” e la vogliono condurre fino in porto, perché la cittadinanza non debba più essere un bene in vendita, ma un bene comune che restituisce dignità.

 

Ecco perché la “Barca dei Diritti” – un simbolico vascello di cartapesta che rappresenta la città solidale in balia delle onde del razzismo, della xenofobia e dell’esclusione sociale – calerà l’àncora in Piazza Esquilino. A indicare la rotta da seguire saranno i migranti e i cittadini che vorranno dare il proprio contributo: a tutti i partecipanti sarà chiesto di esprimere i propri desideri e le proprie aspettative – “Tre aggettivi per la Roma che vorrei” e “Cosa mi manca per sentirmi cittadino” saranno le “tracce” indicate – e di fissarli nero su bianco su un post-it. I messaggi raccolti saranno issati sulla vela del vascello, così da orientare la navigazione. E per scongiurare futuri naufragi, i post-it della città solidale saranno consegnati alle nuove amministrazioni.

 

La “Barca dei Diritti” con:

 

ASud, CDCA, Action Quiebraley, Ermes Coop, Coop Rom Future Service, Cemea del Mezzoggiorno, Cesv, Casa Dei Diritti Sociali, Medici per i Diritti Umani, Asinitas, CNCA Roma,Comune-info,Laboratorio Reset, Servizio Civile Internazionale, Strike Yo Migro, A Buon Diritto, QuestaE’Roma, CSOA La Strada,  Scuola Popolare Piero Bruno, Arci Solidarietà, Coordinamento Migranti Fiom, Città delle mamme…

 

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