Giornata Mondiale dell’Ambiente,in un mondo a rischio il default ecologico

Oggi si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente, ricorrenza che l’Onu ha voluto dedicare quest’anno alla riduzione degli sprechi di cibo nonché alla riduzione delle risorse utilizzate e delle emissioni generate per produrlo. Obiettivi prioritari in un mondo a rischio il default ecologico, in cui quasi 870 milioni di persone soffrono la fame e in cui secondo i dati Fao circa un terzo di tutto il cibo prodotto viene sprecato”. Così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera, primo firmatario della proposta di legge ‘Norme per la valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta a chilometro zero e di qualità.

Una proposta di legge, spiega Realacci, ”per la valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta a chilometro zero e dei prodotti di qualità, ossia quelli derivanti da coltivazioni biologiche nonché i prodotti a denominazione protetta e quelli tipici. Si tratta di un testo importante per promuovere anche in agricoltura la qualità italiana e per favorire nuovi modelli di consumo che meglio rispondono alla crisi e alla sempre più diffusa sensibilità verso l’ambiente. Elaborata grazie anche al contributo della Coldiretti, la proposta vuole essere trasversale e ha già raccolto la firma di molti colleghi di diversi gruppi politici, a partire dall’On. Cenni”.

Consumare prodotti del territorio, aggiunge Realacci, ”fa bene all’ambiente, alla salute e alle tasche dei cittadini.Tra gli scopi prioritari della legge c’è quello favorire il consumo di prodotti di qualità e di alimenti provenienti da filiera corta, ossia prodotti a una distanza non superiore a un raggio di 70 chilometri dal luogo di consumo, per venire incontro alle esigenze di molti cittadini che da una parte ricercano prodotti con prezzi più contenuti e dall’altra sono attenti alle caratteristiche nutrizionali e di sicurezza degli alimenti. La filiera corta, infatti, garantisce la qualità ambientale superiore del prodotto alimentare, connessa al ridotto carico di emissioni inquinanti derivanti dal trasporto in tutti gli stadi della filiera. Proprio per promuovere e garantire questa forma di commercio la legge istituisce e regolamenta il marchio di filiera Chilometro zero”.(Adnkronos)

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