le forme peggiori di lavoro minorile

115 milioni di bambini di età compresa tra i 5 e i 17 anni sono impiegati nelle forme peggiori di lavoro minorile, come quelle che prevedono carichi pesanti, contatto con sostanze chimiche e un orario di lavoro prolungato, il 60% risulta impiegato nell’agricoltura; il 7% nell’industria e il 26% nei servizi. Nell’Africa subsahariana più di un terzo dei bambini lavora.

Per le bambine la situazione è ancora più pesante, perché oltre a lavorare, esse devono occuparsi dei lavori domestici e della cura dei fratellini più piccoli, rinunciando alla scuola. Se è vero che la povertà è il seme del problema, bisogna intervenire per spezzare il circolo vizioso povertà-lavoro minorile-ignoranza-povertà”.

Nella lotta al lavoro minorile, l’Unicef concentra il suo impegno sull’istruzione, l’arma migliore per allontanare lo spettro di un’ignoranza che è in primo luogo non conoscenza dei propri diritti e delle proprie potenzialità, e sulla diffusione della cultura della Responsabilità Sociale d’Impresa. Per l’Unicef, la Responsabilità Sociale d’Impresa consiste nel tutelare i diritti dei bambini stringendo collaborazioni efficaci tanto con i Governi quanto con le imprese al fine di promuovere da un lato la responsabilità degli Stati nel garantire, dall’altro quella delle aziende nel rispettare e sostenere i diritti dei bambini nei luoghi di lavoro, nel mercato e nella comunità. Al fine di supportare imprese e governi nella tutela dei diritti dei bambini, l’Unicef sta sviluppando delle linee guida in materia.

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