tonni nel Mar Ligure,Legacoop è calamità-Enpa “nessuna invasione, anzi”

GENOVA -Il Mar Ligure e’ proprieta’ esclusiva dei tonni che non consentono ai pescatori di catturare altre specie ittiche

Per questo secondo Legacoop Lega Pesca Liguria e’ necessario chiedere lo stato di calamita’ naturale alla Regione ”per i gravi danni” che i grandi pesci provocherebbero al comparto della pesca.

”Questi grossi pelagici danneggiano le reti degli operatori ittici e spesso provocano la totale perdita del pescato – Barbara Esposto, responsabile servizi Legacoop Lega Pesca Liguria -. Essendo lo stato di calamita’ una condizione conseguente al verificarsi di eventi naturali calamitosi di carattere eccezionale che causano ingenti danni alle attivita’ produttive, Legacoop Lega Pesca Liguria ritiene che ci siano gli estremi per accogliere l’istanza. I pescatori – sottolinea Esposto – si sono visti imporre vincoli dalla Ue che, sebbene inadeguati alle caratteristiche morfologiche del nostro mare, hanno rispettato perche’ imposti in virtu’ di una salvaguardia delle risorse marine. Il risultato di queste scellerate forzature, non basate su dati scientifici, e’ che il Mar Ligure e’ proprieta’ esclusiva dei tonni che non consentono ai pescatori di catturare altre specie ittiche”.

Enpa contro Lega Pesca: “nessuna invasione, anzi”

Critiche dell’Enpa all’allarme lanciato da Lega Pesca sulla presunta “invasione” di tonni nel Mar Ligure.

L’ente protezione animali ha diramato un comunicato stampa dai toni “roventi” contro Lega Pesca e chi chiede che la Regione Liguria chieda lo stato di calamità naturale per i “troppi tonni”.

Sono incredibili le dichiarazioni delle organizzazioni dei pescatori liguri – spiega Enpa – sulla presunta invasione del mar Ligure da parte dei tonni, che sfondano le reti (facendosi aiutare da pescispada per aprirsi il varco??) per rubare ipesci ai pescatori”.

La sezione savonese di Enpa, in particolare, ricorda invece che la commissione scientifica che vigila sullo stato della specie (ICCAT) sta cercando di limitarne lecatture perché da anni i tonni sono quasi al di sotto del limite di sopravvivenza.

“Tutti gli organismi scientifici mondiali – denuncia Enpa – dalla FAO allo WorldWatch Institute lamentano da tempo che, malgrado un uso di tecnologia sempre più aggressiva, le catture di pesci selvatici sono in declino dal 1999 e che il 54% dei 46 stock ittici mediterranei sono sovrasfruttati ed un terzo delle specie è addirittura in via di estinzione”.

“La stessa presenza delle meduse sulle coste – spiega ancora Enpa – dimostra non che il mare è pulito ma che è vuoto, anche di quei pesci, come i tonni, che le mangiano. Il mar Ligure, come tutti gli altri, è poi devastato da migliaia di chilometri di retida pesca, perdute o abbandonate dai pescatori, che si posano sul fondali e sulle scogliere e continuano a catturare ed uccidere animali per centinaia di anni. Eppure contro questo scandalo nessuno fa nulla”.

La paura dell’ENPA è che l’allarme e la proposta dei pescatori vengano presi in considerazione dalle cosiddette autorità competenti, Regione e Ministeri della ambiente e delle Politiche agricole e forestali e si attivi davvero la procedura per aumentare gli stock della pesca al tonno, già dilatati dalle pressioni delle marinerie.

“Del resto Regioni e Ministeri – tuona ancora Enpa – di fronte ad un mare che si sta spopolando, non solo non impongono serie restrizioni alle pesche professionale e dilettantesca ma promuovono il consumo di pesce con campagne pubblicitarie ed iniziative, assurde in questa situazione in cui il pesce venduto in Italia è importato per il 70% dai mari esteri, come il pescaturismo e l’ittiturismo.

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