brutale assassinio,bracconieri abbattono orso marsicano

Stefano, l’orso marsicano trovato ucciso domenica nel Parco nazionale d’Abruzzo, è stato un «brutale assassinio».

Di orsi bruni marsicani, infatti, ne restano poche decine: secondo le stime non più di una sessantina di esemplari.

L’orso Stefano è stato ucciso con tre colpi di fucile, probabilmente sparati da diverse armi e quindi – si ipotizza – da un gruppo di bracconieri. La carcassa era stata trovata domenica mattina sul Monte Marrone, nel versante molisano del Parco nazionale d’Abruzzo, su segnalazione di un escursionista. In un primo tempo si era ipotizzato l’avvelenamento come causa del decesso, ma in seguito agli esami svolti all’università di Teramo e all’Istituto zooprofilattico è emersa la presenza di tre pallottole nel corpo dell’orso. Secondo gli esperti si è trattato di una vera e propria esecuzione, tanto che nel comunicato ufficiale l’Ente Parco lo definisce un «brutale assassinio».

Il Wwf si appella al premier Letta: «E’ inaccettabile che nel 2013 si spari a una specie protetta a livello europeo, ed è ancora più inaccettabile che questo avvenga all’interno di un’area naturale protetta».

Secondo le stime del Parco nazionale dal 1971 ad oggi 18 orsi sono stati uccisi con armi di fuoco, mentre molti altri sono morti per lacci e bocconi avvelenati, e altri ancora per incidenti stradali.

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