l’estate è arrivata,ecco come combattere il caldo

Le temperature troppo alte a casa o al lavoro può costare caro: un utilizzo scorretto dei condizionatori, così come il modello sbagliato, può portare una bolletta salata, ma anche un notevole inquinamento ambientale: il principale consumo energetico di un’abitazione, infatti, è quello per il riscaldamento o il raffrescamento, il cui costo medio può anche superare i 1.000 euro l’anno; un condizionatore in grado di rinfrescare una stanza di circa 20mq, in funzione per sei ore al giorno per quattro mesi all’anno, consuma circa 560 kWh ed emette circa 340 kg di Co2.

nella guida della Mostra Convegno Expocomfort, biennale dell’impiantistica civile e industriale, climatizzazione e ed energie rinnovabili, con i consigli per fare le scelte migliori nell’acquisto dei condizionatori e per usarli al meglio. Numeri alla mano, prima di accendere il condizionatore è bene mettere in campo alcuni accorgimenti per ridurre le temperature senza refrigerare, facendo ricorso al cosiddetto ‘raffrescamento passivo’. Prima regola, favorire la ventilazione naturale degli ambienti interni; secondo, individuare le fonti di riscaldamento ‘casalinghe’ che contribuiscono ad aumentare la temperatura (elettrodomestici, illuminazione, computer, e così via).

Meglio utilizzare questi apparecchi solo quando è strettamente necessario e acquistare modelli che scaldano meno, come le lampade ad alto rendimento. La produzione di calore di questi apparecchi può essere ridotta posizionandoli ad almeno 5-10 cm dalle pareti per favorire il ricambio di aria, e mai appoggiare mobili sul frigorifero o in generale sugli elettrodomestici. Dove possibile, circondare l’edificio di vegetazione: ciò porta in media a una riduzione di circa 2-3°C, mentre un tappeto d’erba, al posto di una strada asfaltata, raffredda il terreno di 6-8°C.

Per contrastare il calore esterno servono pareti ben isolate e pesanti, finestre schermate, colori chiari per tetti e pareti che incrementano la capacità di riflesso dei raggi solari dell’edificio, infissi nuovi e doppi vetri. In questo caso si tratta di intervenire sulla casa, ma è bene ricordare che grazie all’ultimo provvedimento preso dal Governo per rispondere alla Direttiva Europea sul Rendimento Energetico, la detrazione fiscale per gli interventi di ristrutturazione degli immobili ammonta al 65% del totale per investimenti fino a 100.000 euro per interventi fino al 31 dicembre 2013.

Se decidiamo di ricorrere al condizionatore, l’acquisto di un apparecchio ad alta efficienza energetica è una spesa che ripaga perché il beneficio economico sulla bolletta si manifesta già nell’immediato: un condizionatore di classe energetica A consuma infatti oltre il 30% di energia in meno rispetto a uno di classe C. L’apparecchio deve essere dimensionato rispetto all’ambiente da rinfrescare e ogni ambiente deve avere il proprio apparecchio (tentare di rinfrescare l’intera abitazione posizionando un solo grande apparecchio nel corridoio porta solo al raffreddamento del corridoio, provocando colpi di freddo ogni volta che si cambia stanza).

Ricordarsi di spegnere il condizionatore in camera da letto prima di andare a dormire: durante la notte la temperatura si alzerà leggermente seguendo le esigenze fisiologiche di benessere richieste dal corpo. Non superare i 6-7°C di differenza tra la temperatura esterna e quella interna, in caso contrario si affatica l’apparecchio e si provoca dispendio energetico. Il condizionatore e gli split interni non devono essere esposti ai raggi diretti del sole; gli split dovrebbero essere posizionati nella parte alta delle pareti, perché l’aria fredda, più pesante di quella calda, tende a scendere. Tenere tendaggi, mobili e altri impedimenti lontani dai bocchettoni di aria fredda, e porte e finestre chiuse per non disperdere l’aria fresca prodotta; le apparecchiature devono essere tenute pulite e i filtri manutenuti affinché l’aria non incontri ostacoli e non proliferino muffe e batteri che possono causare allergie e malanni. Evitare di tenere accesi altri apparecchi contemporaneamente al condizionatore.

Infine, qualche consiglio su come scegliere i condizionatori, che si dividono in due famiglie: pompe di calore (in grado sia di riscaldare sia di raffrescare) e raffrescatori (che raffrescano solo). Possono essere mobili e fissi: quelli mobili costano più ma non devono essere installati da personale specializzato. Il loro utilizzo richiede maggiore dispendio energetico e non servendo interventi di muratura, la porta o la finestra dell’ambiente da rinfrescare devono rimanere almeno socchiuse. La pompa di calore consuma il 67% di energia elettrica in meno rispetto ad un radiatore elettrico tradizionale, ma è meglio evitare di installarla laddove gli inverni sono molto rigidi. E’ invece consigliabile quando il locale da climatizzare non supera i 50 metri quadrati.

I parametri che consentono di valutare la qualità di un climatizzatore sono: le classi di efficienza energetica a freddo, indicano il consumo elettrico e sono riportate nell’etichetta energetica obbligatoria per legge; i marchi di sicurezza e qualità, garanzia di efficienza e risparmio (come Eurovent, Iso9001, Iso14001, Ce); la capacità di raffreddamento espressa in Btu/h o in kW (più questi valori sono alti, più l’impianto è potente); il consumo energetico (ad una maggiore capacità di raffreddamento corrisponde un maggiore consumo); la rumorosità; i fluidi refrigeranti (controllare che contengano solo fluidi R134, R407C e R410A).

 

 

Con la tecnologia inverter, quando si raggiunge la temperatura programmata, gli apparecchi la mantengono stabile riducendo al minimo la potenza ed evitano bruschi cambiamenti di temperatura; timer e termostato digitale permettono di programmare l’accensione e lo spegnimento anche quando non si è in casa. I condizionatori sono vincolati dalle norme europee sul risparmio energetico e devono essere classificati dal costruttore secondo la classe di consumo energetico: si va da AA (ottimo) a G (pessimo). Nell’acquisto, tenere conto dei consumi: in molte abitazioni la potenza elettrica disponibile è di circa 3kW. Per condizionare una camera da letto occorre un apparecchio di circa 0,9kW di potenza, per raffrescare due ambienti il consumo salirà al doppio: circa 1,8kW. Ciò significa che rimane ancora potenza sufficiente per far funzionare uno stereo, il phon o il ferro da stiro.

 

 

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