L’Europa al primo posto nel consumo di foreste

Da un rapporto indipendente condotto per conto della Commissione europea per valutare l’impatto dei consumi dell’UE sulla perdita delle foreste a livello globale,l’Europa occupa il primo posto nel consumo di foreste. Superiamo persino gli statunitensi e i canadesi. Un ben triste primato registrato dalla stessa Ue in un rapporto la cui lettura ci rende tutt’altro che fieri.

Tra il 1990 e il 2008, i consumi europei hanno causato l’abbattimento di foreste in varie parti del mondo per un’estensione pari ad almeno 9 milioni di ettari, una superficie paragonabile a quella dell’Irlanda.

Come? Ci mangiamo le foreste, letteralmente. Il concetto chiave del rapporto è la deforestazione incorporata, che si basa sull’analisi delle importazione di beni di consumo legati all’abbattimento delle foreste (soprattutto quelle di Amazzonia, Sud est asiatico ed Africa).I maggiori responsabili della deforestazione sono i consumi alimentari: carne, latte, caffè sono prodotti trasformando le foreste in pascoli o in piantagioni.

Tra il 1990 e il 2008 sono stati esportati il 33% dei raccolti prodotti grazie alla deforestazione e l’8% del bestiame. Di questi, l’Europa ne ha importato e consumato il 36%.

Nello stesso periodo, i consumi di Usa e Canada hanno complessivamente causato l’abbattimento di 1,9 milioni di ettari di foreste; quelli dell’Asia orientale (Cina e Giappone compresi) hanno causato l’abbattimento di 4,5 milioni di ettari.

Ancora, l’affermazione che 9 milioni di ettari  sono stati deforestati indirettamente dall’Unione Europea è solo prudenziale e andrebbe rivista al rialzo se si volesse tener conto anche delle importazioni legate a prodotti tessili e servizi vari.

Infine, il rapporto non tiene conto dell’importazione di biocarburanti per i quali l’Ue ha bisogno entro il 2020 di un terreno agricolo più grande del Belgio.

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