voto finale sul Dl Fare,Il testo passa ora al Senato

Pochi minuti fa il voto finale sul Dl Fare,alla Camera. Il M5S ha praticato un duro ostruzionismo per far slittare a settembre l’esame a Montecitorio del ddl di riforma costituzionale. Dopo due giorni e due notti di seduta fiume, il dl ora passa all’esame del Senato.

Più credito alle imprese e meno burocrazia – Il provvedimento contiene diverse misure volte a sostenere il flusso del credito alle imprese, semplificare la burocrazia e abbreviare la durata dei procedimenti civili, anche attraverso il ripristino della mediazione obbligatoria per un ampio spettro di controversie. Oltre ad ampliare le regole di accesso al Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese, il decreto introduce un finanziamento agevolato per le aziende che vogliono rinnovare macchinari e impianti ad uso produttivo.

Nuovi investimenti per le infrastrutture – Per finanziare sconti in bolletta la Robin Hood Tax, l’addizionale Ires sugli extra-profitti, viene estesa alle imprese energetiche di dimensioni minori, con un volume di ricavi superiore a 3 milioni di euro e un imponibile di oltre 300mila euro. Il decreto mobilita investimenti in infrastrutture per un totale di circa 3 miliardi di euro. Il grosso deriva dal fondo di 2,03 miliardi (per il quadriennio 2013-2017) istituito al ministero delle Infrastrutture e che servirà a garantire la continuità dei cantieri in corso o l’avvio di nuovi lavori. Scende a 200 da 500 milioni il valore minimo delle infrastrutture per le quali è previsto il regime di defiscalizzazione parziale.

Si limitano i poteri di Equitalia – Sempre in campo tributario, il decreto limita i poteri di Equitalia per venire incontro alle esigenze dei contribuenti in difficoltà. La possibilità di rateizzare il pagamento delle imposte è ampliata fino a 120 rate (prima erano 72) e sale a otto da due il numero minimo di rate non pagate, anche non consecutive, a partire dal quale il debitore decade dal beneficio della rateizzazione. Inoltre, il governo ha stabilito l’impignorabilità della prima ed unica casa a fronte di debiti iscritti a ruolo, ad eccezione dei casi in cui l’immobile sia di lusso.

Novità anche sulla Tobin tax – Per quanto riguarda la tassa sulle transazioni finanziarie introdotta dal precedente governo di Mario Monti, il primo versamento slitta al 16 ottobre per tutte le tipologie di attivi sottoposti all’imposta. Da questa misura il ministero dell’Economia si attende un gettito di circa 1 miliardo l’anno. L’offerta di accesso a internet tramite reti Wi-fi nei negozi e nei locali non richiederà più l’identificazione degli utenti.

Salta il tetto delle retribuzioni per i dirigenti di Poste e Ferrovie – Uno degli emendamenti approvati che più hanno fatto discutere esclude il tetto alla remunerazione dei dirigenti che lavorano in società non quotate titolati di servizi di interesse generale come Poste e Ferrovie dello Stato.

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