Abolizione Imu,ora dismettere i terreni pubblici a favore dei giovani agricoltori

L’abolizione dell’Imu spinge l’occupazione dei giovani in agricoltura dove uno dei principali ostacoli all’ingresso è proprio determinato dalla disponibilità di terreni e fabbricati rurali colpiti ingiustamente dalla tassa”. E’ quanto ha affermato il delegato dei giovani della Coldiretti Vittorio Sangiorgio nel commentare l’abolizione dell’Imu sui terreni e i fabbricati rurali. E’ stata finalmente eliminata una delle ragioni che – ha sottolineato Sangiorgio – ha frenato gli investimenti nel settore di tantissimi giovani che desiderano oggi fare impresa in agricoltura ma anche la crescita delle oltre 59mila imprese condotte da giovani under 35 già presenti in Italia.

Questo importante intervento sul piano fiscale – ha concluso Sangiorgio – contribuisce ad aumentare l’efficacia del piano di dismissioni dei terreni pubblici a favore dei giovani agricoltori il cui iter ci auguriamo possa essere completato a breve. Il Governo, nonostante le oggettive difficoltà che vive il Paese, ha mantenuto l’ impegno assunto con determinazione dal Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo davanti ai nostri soci nel patto per l’agricoltura, dimostrando di credere nell’agricoltura quale perno per una nuova stagione di crescita sostenibile del Paese” ha affermato con soddisfazione il presidente nazionale della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che si tratta  di “una scelta responsabile che riconosce il ruolo ambientale, sociale e culturale della nostra  agricoltura che contribuisce a produrre quei beni comuni che il mercato non remunera”. Il gettito 2012 dell’Imu agricola è stato di 692 milioni di euro, di cui 628 per i terreni e 64 per i fabbricati strumentali. L’Imu agricola è stata pagata da circa 3 milioni di contribuenti, di cui 600mila agricoltori professionali (aziende agricole) secondo i dati divulgati dal ministero delle Politiche Agricole e Forestali.


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