aviaria,nuovo focolaio nel bolognese

Nuovo focolaio di influenza aviaria di tipo A in un allevamento di galline ovaiole nel comune di Mordano, in provincia di Bologna.

Confermata oggi dall’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie la positività per l’influenza aviaria del tipo A nelle galline ovaiole di un’azienda commerciale sita nel comune di Mordano in provincia di Bologna”, si legge nella nota ministeriale. “La positività all’influenza aviaria delle galline ovaiole è stata individuata su campioni prelevati nell’ambito delle attività di controllo pianificate nelle aziende presenti nelle zone soggette a restrizione, e in quelle considerate a rischio, a seguito del focolaio da virus influenzale di tipo aviario confermato nei giorni scorsi in un’azienda avicola del comune di Ostellato, in provincia di Ferrara”.

“Le autorità sanitarie locali hanno applicato tutte le misure di controllo contro l’influenza aviaria – sottolinea il dicastero di Lungotevere Ripa – che prevedono la delimitazione delle zone di restrizione per un raggio di 10 km intorno all’azienda, il rintraccio degli animali e dei loro prodotti movimentati, l’abbattimento di tutti i volatili presenti in azienda e la pulizia e disinfezione delle strutture. Sono state inoltre a scopo precauzionale ulteriormente intensificate le misure di controllo e la vigilanza veterinaria negli allevamenti, nonché le misure di biosicurezza”.

Il ministero della Salute, in stretto coordinamento con le autorità sanitarie locali e regionali tiene costantemente informata della situazione la Commissione europea, conclude la nota.

Per controllare i focolai di influenza aviaria scoperti nell’ultima settimana in due allevamenti italiani “sono partiti subito i controlli a tappeto e sono state messe in atto misure efficaci. Sono quindi abbastanza ottimista” sulla possibilità che non emergano nuove aziende interessate, “anche se per dichiarare chiuso il caso è necessario aspettare un altro paio di settimane” afferma all’Adnkronos Salute la virologa Ilaria Capua dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie.

Capua tiene infine a precisare un punto chiave: “Questa non è una malattia che si trasmette attraverso gli alimenti. Non esiste pertanto alcun pericolo di contagio tramite il consumo di prodotti alimentari. E in ogni caso – conclude la virologa – tutti gli animali degli allevamenti in questione vengono abbattuti”.

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