consigli contro il caldo infernale,ventilatore o climatizzatore?

Come previsto dopo Caronte è arrivata la seconda ondata di calore,Stige l’ infernale imponente anticiclone africano,e  come ogni volta la colonnina di mercurio sale senza pietà, l’opinione pubblica si divide tra i patiti dell’aria condizionata e chi invece preferisce un più classico ventilatore. Dal punto di vista dei consumi energetici, in realtà, si tratta di una lotta impari, dal momento che un climatizzatore consuma in media 15 volte di più rispetto a un ventilatore. Ma cosa dire degli eventuali effetti sulla salute? Fa davvero male passare molte ore in un locale climatizzato? E a che distanza bisognerebbe posizionare un ventilatore? Proviamo a sfatare qualche luogo comune e a capire come scongiurare disagi e malanni di stagione.

CLIMATIZZATORI: Attenzione agli sbalzi termici e agenti patogeni

Secondo il ministero della Salute, l’uso di un condizionatore in ambienti molto frequentati può rappresentare un valido aiuto per sopportare il caldo estivo, ma è fondamentale seguire qualche accorgimento per evitare brutte sorprese. Prima di tutto, la differenza tra la temperatura interna e quella esterna non dovrebbe mai superare i 3-4 gradi. Il rischio, in caso contrario, è che uscendo dall’ambiente climatizzato si vada incontro a uno sbalzo termico eccessivo, con possibili difficoltà respiratorie, capogiri, ma anche indigestioni e bronchiti. Il freddo eccessivo e gli sbalzi di temperatura, inoltre, possono minare i naturali meccanismi difensivi dell’apparato respiratorio, limitando la motilità delle ciglia che rivestono le mucose delle alte vie respiratorie. In queste condizioni, diventa più difficile espellere i microrganismi nocivi che sono presenti nell’aria e si è pertanto più esposti a virus e batteri. Secondo il ministero della Salute, inoltre, la temperatura degli ambienti non dovrebbe mai scendere al di sotto dei 25-27 gradi, e si dovrebbe piuttosto puntare a ridurre il tasso di umidità.

Torgicolo,guai muscolari,dolori articolari?

Chi non riesce a spegnere il climatizzatore neanche di notte, dovrebbe quanto meno alzare il termostato di un paio di gradi, perché durante il sonno il corpo rischia di raffreddarsi più facilmente. I soggetti particolarmente predisposti al torcicollo e alle affezioni delle vie respiratore, poi, dovrebbero di norma indossare un foulard o una sciarpa leggera quando soggiornano in ambienti climatizzati, perché l’aria fredda può favorire le infiammazioni dei tendini, le tonsilliti e i dolori articolari. Da questo punto di vista, è molto importante evitare di esporsi direttamente al getto d’aria fredda, possibilmente direzionandolo verso l’alto.

La pulizia dei filtri

Fondamentale, inoltre, sottoporre gli apparecchi a una regolare manutenzione: se i filtri non vengono regolarmente puliti, si rischia un accumulo di polveri, fumo, acari, microrganismi, pollini e altre scorie, che vengono inesorabilmente messi in circolazione nella stanza quando il climatizzatore è in funzione. A rischio sono soprattutto i soggetti asmatici e chi soffre di allergie, che dovrebbero essere particolarmente attenti alla qualità dell’aria che respirano. La pulizia dei filtri deve essere effettuata sempre all’inizio dell’estate, prima di avviare l’impianto per la prima volta, dopodiché è sufficiente ripeterla una volta al mese. Per rimuovere tutte le impurità, occorre smontare i filtri e lavati con acqua o con prodotti igienizzanti, secondo le istruzioni allegate all’apparecchio. In caso di usura o di danni evidenti, occorre sostituirli del tutto. A prescindere dalla pulizia dei filtri è poi indispensabile arieggiare i locali, perché la sensazione di refrigerio può mascherare l’aria viziata.

La minaccia viene dall’acqua (di condensa)

Anche i serbatoi dell’acqua di condensa possono nascondere dei pericoli per la salute, come la proliferazione di Legionella pneumophila, un batterio che sopravvive solo in acqua e che si può moltiplicare negli impianti di condizionamento dell’aria. Quando entrano in circolo nell’aria alla riaccensione del condizionatore, questi microrganismi possono causare la cosiddetta “malattia del legionario”, con febbre alta, tosse, dissenteria, nausea e vomito. Se l’acqua viene lasciata stagnare, nel serbatoio possono moltiplicarsi anche gli Actinomiceti, altri batteri che, sempre disperdendosi nell’aria quando l’apparecchio viene riacceso, possono provocare febbre e infezioni alle vie respiratorie. Dal momento che spesso la loro proliferazione è causata dal blocco degli impianti durante il fine settimana, questa sindrome viene anche chiamata “malattia del lunedì”.

Tanto rumore per nulla

Un altro rischio per la salute, più subdolo ma altrettanto significativo, è rappresentato dal rumore causato dal funzionamento dei condizionatori. Anche in questo caso, sottoporre gli apparecchi a regolare manutenzione evita che la rumorosità superi i livelli consentiti dalla normativa di settore (norma tecnica UNI 8199).

VENTILATORI: ATTENZIONE ALLA DISIDRATAZIONE

Più breve, ma comunque degna di attenzione, la lista dei possibili effetti collaterali legati all’uso dei ventilatori. Mobilitando l’aria, le pale dei ventilatori meccanici stimolano la sudorazione e fanno pertanto aumentare il rischio di disidratazione, anche se la sensazione di refrigerio potrebbe mascherare la perdita di liquidi. Fondamentale, allora, reidratarsi regolarmente, bevendo molta acqua, anche se non si avverte la sensazione di sete. Per la stessa ragione, è opportuno posizionare gli apparecchi a una certa distanza (almeno un metro) dalla persona e non indirizzarli direttamente sul corpo, specialmente durante la notte o comunque nel caso di persone costrette a letto. È consigliabile, più nel dettaglio, attivare l’apparecchio nella modalità “rotazione”, indirizzando il movimento verso punti diversi della stanza. Questi accorgimenti limiteranno anche il rischio di dolori articolari e muscolari (soprattuto torcicollo e mal di schiena), in agguato soprattutto quando si è molto sudati e il getto d’aria fredda ci finisce direttamente addosso.

Piantana o soffitto?

Quanto al confronto tra ventilatore a piantana e a soffitto, la sensazione di refrigerio percepita varia molto da persona a persona. Gli apparecchi a soffitto sono più grandi degli altri, e quindi riescono a movimentare una maggiore quantità di aria, ma va detto che i gas diventano più leggeri quando si riscaldano, e quindi le pale del ventilatore finiranno col movimentare l’aria più calda, ovvero quella che si trova vicino al soffitto. Gli apparecchi a piantana, invece, sono più piccoli, ma essendo generalmente posizionati molti più vicino al corpo, possono dare una maggiore sensazione di sollievo dall’afa ma aumentare il rischio di disidratazione.

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