costruire edifici energeticamente efficienti,una sfida per le città europee

Costruire edifici energeticamente efficienti nelle città europee,rappresenta una grande opportunità economica oltre che un risparmio energetico,è quanto emerge dal  report URBACT Building energy efficiency in European cities .

L’Europa deve lavorare su politiche stabili a medio e lungo termine che rassicurino i mercati e modifichino il settore delle costruzioni sia a livello europeo che nazionale e locale. Le politiche a livello cittadino devono comprendere una serie di misure sia tecnologiche, che politico-amministrative che finanziarie volte a raggiungere chiari obiettivi di riduzione delle emissioni e di risparmio energetico.

Bisogna partire dalla pianificazione urbana, pianificare zone della città sostenibili determina una concreta riduzione delle emissioni ed un abbattimento del consumo energetico; la pianificazione urbana deve contenere piani di ristrutturazione e programmi di rigenerazione tesi a trasformare le aree cittadine in zone ad basso consumo di carbone.

La messa a nuovo degli edifici dal punto di vista ambientale ed energetico produce diversi aspetti positivi: migliora il paesaggio, facilita una distribuzione demografica più bilanciata e costituisce una solida base per le attività economiche.

Promuovere e pubblicizzare gli esempi di buone pratiche riguardanti progetti di riqualificazione può essere molto utili per generare interesse e quindi stimolare la domanda in questo settore.

La riqualificazione energetica degli edifici è una delle strade per uscire dalla crisi economica e creare sviluppo ed occupazione. Al pari di altri investimenti, la riqualificazione edilizia crea opportunità lavorative ed economiche, riduce i costi dell’energia per le imprese e le famiglie, abbatte le emissioni in atmosfera e migliora la sicurezza energetica, nonostante ciò, ad oggi, i progressi nell’ambito della riqualificazione edilizia sono piuttosto deludenti.

C’è una distanza tra l’investimento concreto in efficienza energetica e quello che appare essere l’interesse del consumatore. Sono quindi necessarie nuove strategie tese ad assicurare un sufficiente finanziamento per un accurato rinnovamento del patrimonio immobiliare europeo, attingendo sia da investimenti privati che pubblici. Ci vogliono idee e iniziative più coraggiose perché i lavori di ristrutturazione di interi edifici sono costosi, e questo rappresenta la principale barriera per lo sviluppo di questo settore. Gli edifici storici e tradizionali hanno caratteristiche termiche diverse rispetto agli edifici di nuova realizzazione e non esiste un sistema di riqualificazione unico, valido per tutti. Vanno, quindi, messi in campo una varietà di sistemi di finanziamento, altri ancora vanno pensati, per incentivare la crescita nel settore dell’efficienza energetica.

Si usa sempre più spesso il termine “fuel poverty” che sta ad indicare una situazione nella quale si spende più del 10% del reddito disponibile in combustibile. Ci sono dati che indicano che in Europa il 12% degli edifici adibiti a civile abitazione vivono in una situazione di “carenza di combustibile”.

Nelle aree mediterranee la “fuel poverty” si mostra soprattutto in situazione di stress termico che, soprattutto nel periodo estivo, comporta il decesso di numerose persone.

Affrontare la carenza di combustibile non significa solo risparmiare, ridurre i costi di esercizio o limitare gli effetti del cambiamento climatico ma significa anche incidere sul servizio sanitario, sulla povertà infantile, sulla capacità educativa e la produttività.

Gli edifici storici e tradizionali giocano un ruolo cruciale nell’identità di una città, il migliore modo per mantenere vivi questi edifici è assicurare loro un uso corretto adattandoli ai bisogni correnti.

L’integrazione delle strategie, il coinvolgimento dei diversi livelli di governo e gli investimenti in riqualificazione energetica degli edifici sono l’unico modo in cui le città possono dare avvio ad una differente economia, affrontare i problemi ambientali ed i cambiamenti climatici e sociali.

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