I sentimenti degli animali e la coscienza umana

Leggiamo le ricerche, gli studi, le statistiche e conseguenti articoli relativi ai sentimenti che gli animali provano, alle oltre 3000 multe per i cani sulle spiagge anche senza particolari divieti,all’ingresso al museo consentito ai cani…Contraddizioni dell’etica e del diritto.

Gli animali hanno sentimenti, noi umani abbiamo sentimenti e, poichè secondo la teoria dell’evoluzione siamo anche noi animali, l’equivalenza è pertinente. Allora, perchè meravigliarsi? Minori,maggiori, diversi..ma sentimenti. Con una differenza essenziale: quelli negativi, della violenza per se stessa, della crudeltà senza motivo, a loro non appartengono.

Ieri siamo stati chiamati in un campo incolto di Coverciano che un trattore stava “ripulendo” dall’erba alta per ordine della Polizia municipale onde ripristinarne il decoro.E il decoro, insieme al reato di uccisione di anima li per “crudeltà e senza necessità” (art. 544 bis legge 189/2004), è stato ripristinato.Un grande trattore, un grande rumore e la colonia dei gatti, regolarmente registrata, si è naturalmente dispersa.Gatti adulti, gattini di due mesi che si sono faticosamente arrampicati sul tronco di un arbusto per salire sul muretto del giardino di una casa vicina (dalla quale forse verranno cacciati), una madre con i suoi micini nati da pochi giorni.Il proprietario del terreno e il trattorista erano stati avvertiti di persona e con cartelli, della presenza della colonia. Ma nessuna pietà è stata riservata agli animali. Era troppo “umano” concordare con i volontari un’azione di temporaneo spostamento a tutela dei neonati inermi che,infatti, sono stati trovati falciati nel più brutale dei modi.

E’ stata così garantita l’assenza di quei sentimenti che ci gloriamo di affermare, l’inconsistenza di una coscienza morale e la beffarda inadempienza delle norme.Eppure, proprio per regolare i comportamenti sociali, noi umani ci siamo dati le Leggi.

Anche a Firenze vige la L.R. toscana 59/2009 che all’art. 34 comma 5 recita: “Le colonie feline possono essere spostate dalla zona abitualmente frequentata ad altra zona preventivamente individuata solo per gravi necessità delle colonie stesse. Lo spostamento è autorizzato dal sindaco, previo parere dell’Azienda USL competente e sentita, nel caso di cui al comma 4, l’associazione incaricata della tutela e cura della colonia. Qualora lo spostamento sia dovuto ad opere edilizie,l’inizio delle opere è subordinato all’autorizzazione del sindaco allo spostamento della colonia”.

Quindi quel campo incolto che dovrebbe diventare un’area verde, un giardino pubblico, attraverso un intervento equiparabile a “opere edilizie”, è stato cantierizzato senza prevedere lo spostamento dei gatti e gattini con il consenso del Sindaco e l’accordo con i cittadini titolari della colonia.

Ai lettori l’ardua sentenza…

Mariangela Corrieri Resp.Lav Sede Territoriale di Firenze

Comunicato stampa

 

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