Legambiente,i killer che uccidono le coste italiane

Maladepurazione, estrazioni petrolifere, abusivismo edilizio, consumo di suolo costiero, grandi navi e inquinamento da attivita’ militare sono i killer dei mari e delle spiagge, quelli che attentano quotidianamente alla salute e alla bellezza delle coste italiane.

Un assalto all’ecosistema marino e fluviale senza precedenti che va dall’assente o cattiva depurazione, alla scellerata scelta energetica nazionale di puntare ancora sul petrolio o alla mai paga industria del calcestruzzo illegale e non. E’ ora di porre fine a questo scempio. Non basta piu’ la mera enunciazione di principi, ma serve una strategia comune per garantire le protezione e il risanamento dei nostri ecosistemi, assicurando al tempo stesso la correttezza ecologica delle attivita’ economiche connesse all’ambiente marino-sottolinea Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente. Regioni, comuni e province, nonche’ lo stesso Governo centrale, sono chiamati a una scelta di campo non piu’ procrastinabile che dia finalmente inizio al tanto decantato green new deal”.

Da nord a sud della Penisola il laboratorio di Goletta Verde è andato alla ricerca in mare e in corrispondenza di foci dei fiumi, canali, torrenti e scarichi, di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, eseguendo le analisi delle acque secondo quanto previsto dalla normativa sulla balneazione (decreto legislativo 116/2008 e decreto ministeriale del 30 marzo 2010). Nessuna regione è risultata indenne dall’attacco della mala depurazione: un mancato o inadeguato trattamento dei reflui fognari che, stando alle elaborazioni di Legambiente su dati Istat, riguarda ancora il 25% dei cittadini, che scaricano direttamente in mare o indirettamente attraverso fiumi e canali utilizzati come vere e proprie fognature. Una criticità che non riguarda soltanto i comuni costieri, ma anche quelli dell’entroterra, causata non solo dalla cronica carenza di impianti ma anche dall’apporto del carico inquinante dei reflui che non sono adeguatamente trattati dagli impianti in attività, perché obsoleti o malfunzionanti. Goletta Verde, è bene ribadirlo, effettua un’istantanea che non vuole sostituirsi ai monitoraggi ufficiali, ma mette a disposizione di enti locali e agenzie preposte ai controlli i propri risultati per andare alla ricerca della causa della contaminazione.

Gli altri imputati eccellenti sono:

Le estrazioni petrolifere nell’Adriatico centro meridionale cosi’ come nel mar Ionio e nel Canale di Sicilia. L’assalto di nuove trivelle da parte delle compagnie petrolifere e’ senza sosta. Una caccia aperta ai nuovi giacimenti, nonostante il parere contrario di cittadini, associazioni e delle stesse amministrazioni locali e regionali e le ridicole quantita’ in gioco che si esaurirebbero in poche settimane.

Cemento illegale: l’abusivismo edilizio resta una piaga soprattutto nel sud Italia. Il dossier di Legambiente segnala in particolare tre ”luoghi del delitto”: Triscina, in provincia di Trapani, che con oltre 5mila case illegali si aggiudica il record assoluto dell’avanzare del calcestruzzo; Ischia e la provincia di Salerno; Torre Mileto, a Lesina in provincia di Foggia, scelta negli anni ’70 da vacanzieri abusivi per la costruzione di un intero villaggio costiero completamente illegale.

Consumo di suolo costiero: su 8 regioni prese sotto esame da Legambiente (Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Sicilia, Campania e Lazio), su 1800 km di costa, oltre il 55% e’ trasformato irreversibilmente da urbanizzazione e infrastrutture. I luoghi del delitto individuati tra la provincia di Teramo e Pescara, dove solo il 9% dell’area ricade in area protetta; tra Roma e Latina, dove non solo si e’ trasformato in modo irreversibile il paesaggio a favore di stabilimenti balneari; tra Imperia e Ospedaletti, vittime del gigantismo portuale.

Grandi navi: Isola del Giglio, dove il gigante della tragedia e’ ancora li’ e nessuno e’ in grado di dire quando la Concordia sara’ spostata; ma anche nella Laguna di Venezia dove le citta’ galleggianti continuano a transitare imponenti nel canale di San Marco per offrire ai turisti l’emozione di toccare il campanile piu’ famoso del mondo. La Sardegna e’ invece sotto lo scacco per l’inquinamento e le bonifiche da completare dovute alle attivita’ militari: all’ex arsenale militare de La Maddalena, e al poligono di Quirra in Ogliastra dove la attivita’ militari continuano a danneggiare ambiente e salute.

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