Lipu,uccelli vivi come richiami…un canto che uccide

Sono allodole, cesene, merli, tordi che vengono caturati con le reti e rinchiusi in piccole gabbie per tutta la vita, al buio.

La coda si spezza, le ali e le zampe si indeboliscono, la vista si spegne.

I piccoli uccelli perdono la percezione del tempo, il senso dello scorrere delle stagioni. Il buio artificiale diventa la loro notte – una notte lunghissima. Il freddo di una stanza diventa il loro inverno, anche se fuori è estate.

Ma perchè tutto questo? Perchè questa forma di violenza?Perchè gli uccelli siano pronti a cantare fuori stagione.

Non nelle stagioni calde e luminose come sarebbe naturale, ma in autunno e in inverno, quando la caccia è aperta e i cacciatori possono condurre fuori gli uccelli prigionieri, in modo che, con il loro canto, attirino altri uccelli.

Tortura e inganno, dunque . I piccoli prigionieri vedono la luce, pensano sia giunta primavera e cantano- E’ un canto bellissimo ma venato di tristezza, perchè nasconde l’involontario tradimento. Un canto che chiama a sè altri uccelli, che saranno a loro volta catturati o abbattuti.

La Lipu si chiede: che vita è, una vita di prigione e inganno?Una vita di sofferenze, prive di luce e libertà?

E’ la vita dei richiami vivi, dei piccoli uccelli vittime di questa pratica fuori dal tempo e dalla ragione.

Poche settimane fa, la Corte di cassazione ha duramente condannato l’uso dei richiami vivi. Le parole usate dalla Corte sono forti e persino toccanti.”Nulla più dell’impossibilità al volo è incompatibile con la natura degli uccelli”.

Intendendo che gli uccelli devono volare, che sono nati per questo. Che tenerli chiusi in gabbie anguste è un’ingiustizia.

Che la pratica dei richiami vivi non è altro che una forma di maltrattamento sugli animali.

La sentenza della Cassazione, tuttavia, non basta a fermare questa legge.E allora c’è bisogno di un’azione collettiva perchè si possa relegare i richiami vivi tra i brutti ricordi del passato-per questo, la LIPU è entrata in azione.

Le firme raccolte verranno portate in Parlamento, abbinate a una proposta di legge che abolisca definitivamente i richiami vivi.

Lettera firmata da Danilo Selvaggi Direttore Generale LIPU

Petizione Contro la cattura e la detenzione di uccelli

come “esche” per l’attività venatoria

Vengono catturati e detenuti con un unico scopo. Essere rinchiusi ingabbia per tutta la vita con il compito di cantare per attirare i loro simili, preda dei cacciatori durante la stagione venatoria. E per fare in modo che cantino al momento giusto, questi esemplari di merli, cesene, tordi o allodole vengono rinchiusi al buio, in luoghi spesso freddi e umidi, con poca aria, luce e igiene, in anguste gabbie dove è impossibile volare e un movimento di troppo può causare traumi o ferite. I ritmi giorno/notte e la percezione del cambiamento di stagione viene sconvolta. In pochi sopravvivono all’atrofizzarsi degli arti e allo sconvolgimento comportamentale e, se ci riescono, non torneranno più a volare liberi in natura.

Oggi detenere gli uccelli come richiami vivi è permesso.

Aboliamo questa pratica cruenta.

Salviamo gli uccelli da una simile tortura restituendo loro la libertà!

FIRMA SUBITO LA NOSTRA PETIZIONE

I SOTTOSCRITTI CITTADINI

anche ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione

(“Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità”).

PREMESSO CHE:

l’utilizzo degli uccelli a fini di richiamo per l’attività venatoria è tutt’ora consentito dalla legge statale n. 11 febbraio 1992 n. 157;

si tratta di una pratica cruenta che prevede la cattura e la detenzione di uccelli con l’obiettivo di utilizzarli, nelle attività di caccia, per attirare altri uccelli;

la cattura degli uccelli, a scopo di richiamo, avviene in modo violento e spesso con metodi non selettivi, in modo che nelle reti da cattura finiscano anche specie altamente protette e non catturabili;

la detenzione dei richiami vivi è una condizione di forte violenza sugli uccelli, costretti in gabbie minuscole per tutta la vita, in ambienti bui per lunghe fasi dell’anno, con gravi danni fisici e comportamentali;

nell’utilizzo dei richiami vivi si verificano molti fenomeni di illegalità, come ad esempio la rimozione degli anellini di riconoscimento posti intorno alle zampe degli uccelli e la sostituzione degli uccelli stessi con altri esemplari catturati illegalmente;

l’utilizzo dei richiami vivi rappresenta una pratica ormai inaccettabile per la cultura contemporanea, sempre più attenta alle esigenze della natura e al rispetto degli animali.

CHIEDONO

il divieto di ogni forma di utilizzo degli uccelli come richiami vivi, siano essi provenienti da cattura che da allevamento;

di conseguenza, il divieto di ogni forma di impianto finalizzato alla cattura nonché di allevamento di uccelli a fini di utilizzo come richiami vivi;

la previsione che l’utilizzo di uccelli come richiami vivi sia considerata una forma di maltrattamento e come tale adeguatamente sanzionata;

la denuncia a fini di registrazione di tutti gli animali attualmente detenuti come richiami vivi, la loro liberazione qualora se ne accertino le condizioni idonee per un ritorno alla libertà in natura e la consegna alle autorità preposte degli esemplari non liberabili.

Per firmare la Petizione andate qui:

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