Ogm,associazioni denunciano nuove semine di mais Mon810

Aiab-Fvg, Aprobio, Isde, Legambiente e Wwf  sollecitano la Regione Friuli Venezia Giulia  un intervento “a tutela della biodiversita’ regionale e dei prodotti agroalimentari biologici e tradizionali”.

“Gli animi di cittadini e agricoltori – si precisa – sono esasperati per il ‘non fare’ delle istituzioni. Ultimo episodio alcune anomalie nella tenuta del pubblico registro delle notifiche di semina di mais Mon810”. La normativa, spiega Emilio Gottardo di Legambiente, “prevede che l’albo sia pubblico e abbia la massima divulgazione in modo da permettere agli agricoltori di semina di tentare di minimizzare le contaminazioni”. Invece, precisa Roberto Pizzutti di Wwf, “solo ora, dopo aver fatto richiesta di accesso al registro pubblico, siamo venuti a conoscenza di semine Ogm effettuate gia’ ad aprile (oltre a quelle piu’ note di giugno), verso le quali ormai non si puo’ mettere in pratica nessuna misura di tutela. A cio’ si aggiunge il fatto che ora si stanno iniziando le raccolte di tutti i produttori della zona di Vivaro e di Mereto di Tomba che vogliono qualificare le proprie produzioni come non-ogm”. I raccolti sono in pericolo “perche’ i centri di raccolta non vogliono correre rischi. Chi si fara’ carico – si chiede Sergio Pascolo di Aprobio – di questi costi di analisi, separazione partite e perdita di valore commerciale? Qui le autorita’ debbono rendersi garanti di tutti i produttori e far coprire i costi dell’operazione a chi ne ha comportato le cause”.

Il quadro legale e’ stato chiarito, almeno in parte dal decreto interministeriale pubblicato il 10 agosto “un decreto tardivo e scritto anche male – commenta Cristina Micheloni di Aiab-Fvg – che tuttavia puo’ permettere un intervento sui campi seminati, visto che vieta la coltivazione del Mon810 e non solamente la semina”. Le associazioni sollecitano quindi la Regione affinche’ non si lasci imbrigliare dai lacciuoli giuridici paventati dai pro-ogm, ne’ sia impaurita dalla loro aggressivita’, ma “faccia tutto cio’ che serve, ed in tempi utili, affinche’ la Regione rimanga davvero libera da OGM in un’Europa, sempre piu’ convinta che il modello di agricoltura capace di dare cio’ che i cittadini chiedono non e’ quello che si semina con il Mon 810”.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie