Pesticidi killer di api, i colossi della chimica fanno ricorso all’Ue

 Bayer e Syngenta i due colossi della chimica,hanno inoltrato ricorso a metà agosto alla Corte di giustizia dell’Unione europea per riacquistare la possibilità di commercializzare prodotti contenenti i principi attivi clothianidin e imidacloprid.

 

Secondo la Ue l’uso di neonicotinoidi e fipronil sparsi in dosi oltre che abbondanti nei campi a coltura intensiva,sono i principali killer delle api che stanno scomparendo.Gli esperti d’ambiente sono anche più pessimisti: «I neonicotinoidi – rivela un analista – uccidono le api, ma si disperdono nell’aria e inquinano le falde. Sono un problema potenziale per l’uomo». Ciononostante raggiungere l’insufficiente compromesso della moratoria per due anni è stato tutt’altro che semplice.

Esami scientifici parlano di un’azione sui sistemi nervosi degli insetti e ammettono (minori) effetti sui mammiferi. Gli esperti d’ambiente sono anche più pessimisti. «I neonicotinoidi – rivela un analista – uccidono le api, ma si disperdono nell’aria e inquinano le falde. Sono un problema potenziale per l’uomo».

Favorevole al bando era sopratutto la Germania. Contrari otto stati, fra cui Regno Unito e Italia. Roma ha cambiato idea strada facendo. Ufficialmente, non ha gradito che non sia stata accolta la richiesta per l’applicazione dei neonicotinoidi in granuli sulle foglie degli alberi da frutto prima della fioritura, mentre sarà possibile farlo dopo la fioritura stessa. Due fonti sottolineano l’efficace lobby degli agricoltori sul governo, attenti ai raccolti più che alle possibili minacce dei pesticidi.

Lo stop scatta a dicembre. Dura due anni perché, ha spiegato la Commissione, aveva una maggioranza debole in favore. Syngenta cavalca questa circostanza e afferma che la sospensione viola la legislazione europea sui pesticidi e si basa sull’uso scorretto del principio di precauzione. Teme gli effetti economici. Uno studio parla di 800 milioni di affari a rischio solo per le imprese italiane.Greenpeace replica a muso duro: «Syngenta ignora le prove scientifiche; invece di far causa alla Commissione dovrebbe smettere di vedere prodotti letali per le api». L’esecutivo comunitario ha due mesi per rispondere. «Lo faremo, naturalmente – dice una fonte -. Ma non vedo ragioni per modificare le nostre tesi».

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