prevedere il futuro dei cambiamenti climatici oggi si può

Un gruppo di studiosi spagnoli al lavoro da 20 anni sugli affioramenti ritrovati nei geositi spagnoli del Basque Coast Geopark e grazie ai quali, secondo gli studiosi, potremmo leggere il futuro dei cambiamenti climatici in atto sulla Terra e capire in che direzione stiamo procedendo.

Nel geoparco spagnolo sono stati ritrovati affioramenti di rilevanza mondiale, sedimenti continentali depositati da fiumi e piane alluvionali ancora ben conservati sebbene risalenti a 56 milioni di anni fa, cioè al massimo termico del Paleocene – Eocene (fine del Cretaceo), quando le temperature della Terra aumentarono di 6 gradi in un periodo di circa 20.000 anni. Tali affioramenti rappresentano dei veri libri geologici attraverso i quali i ricercatori stanno cercando di leggere il nostro futuro mettendo a confronto i cambiamenti climatici registrati da tali sedimenti con il ciclo di cambiamenti climatici attualmente in corso.

Stando alle prime analisi sarebbe emersa una profonda similitudine tra le due epoche o cicli. “Stiamo andando verso un secondo Massimo Termico terrestre?”, si domanda Aniello Aloia, Geopark manager del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano che dal 3 al 7 settembre ospiterà l’Egn Geopark Conference 2013, la convention in occasione della quale gli studiosi spagnoli presenteranno i risultati delle proprie indagini.

In occasione della conferenza dei geoparchi si affronteranno questioni relative ai cambiamenti climatici e alle ripercussioni che questi possono avere sulle società. ”Le conseguenze del riscaldamento globale della Terra e dunque dei cambiamenti climatici in atto potrebbero gravare anche economicamente e non solo socialmente su molti Paesi – spiega Aloia – soprattutto quelli situati nel bacino del Mediterraneo e nelle aree secche o semisecche. Un piccolo aumento di temperatura potrebbe attivare i processi naturali aumentando di conseguenza la velocità di riscaldamento”. Tra gli effetti, spiega Aloia, potrebbe esserci anche l’innalzamento del livello dei mari.

“Il cambiamento climatico non è solo un problema ambientale; è principalmente una grande sfida economica e sociale – aggiunge Aloia – L’evoluzione del cambiamento climatico e i suoi effetti diretti dipendono direttamente dalla nostra capacità di sviluppare una società più sostenibile, e questo è strettamente imparentato con il livello di istruzione della popolazione”. La scoperta spagnola, dimostra come la conservazione dei geositi sia di estrema importanza proprio nell’interesse della comunità, perché permette di studiare i fenomeni legati ai georischi e ai cambiamenti climatici.

“Il patrimonio geologico è un vero libro che se sfogliato ci aiuta a conoscere l’ambiente antico, la paleoclimatologia ed i cambiamenti climatici avvenuti in passato. Possiamo studiare e conoscere le cause e le conseguenze di questi eventi climatici e cercare di capire l’evoluzione del riscaldamento globale attuale”. All’Egn Conference parteciperanno 259 delegazioni straniere, 75 italiane, 40 nazioni e nomi di rilievo nel settore delle geoscienze tra cui il vulcanologo giapponese Nakada Setsuya, esperto di terremoti e figura di rilievo nella comunità scientifica internazionale, e Patrick Mckeever, direttore delle Scienze della Terra dell’Unesco.

 

 

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