Settimana Mondiale dell’Allattamento al Seno

Al via la Settimana Mondiale dell’Allattamento al Seno, pratica sulla quale l’UNICEF sta focalizzando l’attenzione perché è la più economica ed efficace per salvare la vita dei bambini. Meno della metà dei bambini di età inferiore ai 6 mesi beneficia di questa pratica.

bambini che sono stati allattati esclusivamente al seno hanno 14 volte in più probabilità di sopravvivere durante i primi sei mesi di vita rispetto agli altri bambini. L’allattamento al seno dal primo giorno di vita riduce il rischio di morti neonatali fino al 45%.

In Cina, paese che ha recentemente attratto l’attenzione dei media per la grande richiesta di latte in polvere che ha causato carenze in altri paesi, il tasso di madri che praticano l’allattamento esclusivo al seno è solo del 28%.

In Cambogia il tasso di madri che allattano al seno è cresciuto notevolmente dall’11,7% per i bambini con meno di 6 mesi nel 2000, al 74% nel 2010. Anche in Togo e Zambia il tasso è incrementato, rispettivamente, dal 10 al 20% negli anni 90, ad oltre il 60% a partire dal 2000.

All’altra estremità della scala c’è la Tunisia, dove il tasso di donne che praticano l’allattamento al seno è diminuito dal 46,2% nel 2000, al solo 6,2%, dalla fine del decennio scorso; anche in Indonesia il tasso è in declino; in Nigeria non si fanno passi in avanti da molti anni; e molti dei tassi più bassi nel mondo sono in Somalia, Ciad e Sud Africa.

“Non esistono altre singole azioni che abbiano un impatto così alto per la salute dei bambini e delle madri e costi così bassi per i governi come l’allattamento al seno”, ha dichiarato Geeta Rao Gupta, Vice Direttore generale dell’UNICEF. “L’allattamento al seno è ‘una prima vaccinazione’ ed è il modo più efficace e meno costoso per salvare la vita dei bambini, soprattutto per i più poveri e per quelli che si trovano in posti in cui il latte in polvere ha costi alti e rischia di essere contaminato da acqua di scarsa qualità”.

L’allattamento al seno è importante anche per le abilità dei bambini nell’apprendimento e aiuta a prevenire l’obesità e malattie cronica durante la loro vita. Diversamente dai benefici per i più piccoli, le madri che adottano questa pratica hanno meno probabilità di rimanere incinta nei sei mesi successivi al parto, hanno un recupero fisico più veloce e ritornano in minor tempo al peso pre -gravidanza. I dati mostrano anche un minor numero di casi di depressione post parto e minori rischi di cancro alle ovaie e al seno durante l’arco di vita delle madri.

E in Italia?

Nel nostro Paese, spiega il presidente di UNICEF Italia, Guerrera, “sono stati circa 22.500 i bambini partoriti nei 22 Ospedali Amici dei Bambini nel corso del 2012. Mentre più di 15.400 sono nati nelle 2 Comunità Amiche dei Bambini, dove è possibile usufruire dei consultori familiari e degli altri servizi sanitari territoriali Amici dei Bambini di zona”.

L’UNICEF promuove in tutta Italia il Programma Ospedali&Comunità Amici dei Bambini per l’Allattamento: oltre alle 24 strutture riconosciute, ne esistono 15 che hanno superato la Fase 1 di valutazione della parte documentale e 1 che ha superato la Fase 2 di valutazione degli operatori, insieme ad altri 26 ospedali e comunità impegnati con un tutor nel percorso.

Sono attivi Protocolli sulla promozione, protezione e sostegno dell’allattamento con 5 regioni – Abruzzo, Toscana, Veneto, Valle d’Aosta e Sicilia – e la ASL di Milano.

In Italia la Settimana dell’Allattamento al Seno viene celebrata dall’1 al 7 ottobre. (aise)

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