8 settembre,riprendiamoci Suvignano no alla vendita all’asta

L’azienda Agricola Suvignano in provincia di Siena, con un’estensione superiore ai settecento ettari di terreni,è una delle 92 aziende confiscate alla mafia che operano nel settore dell’agricoltura. Il più grande del centro Italia, attende dal 2007 una destinazione nonostante enti e associazioni locali abbiano fin da subito presentato una proposta concreta per il riutilizzo sociale dell’azienda. Agricoltura, filiera corta, energie rinnovabili e l’apertura di una scuola di legalità destinata ad accogliere giovani. Questo è il piano di valorizzazione economico e sociale pensato in sinergia tra Regione Toscana, la Provincia di Siena, il Comune di Monteroni d’Arbia, Arci e Libera. Nonostante tutto l’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati ha proposto la vendita all’asta di Suvignano.

Legambiente,in perfetto accordo con i promotori dell’iniziativa è convinta che la scelta di vendere all’asta i beni confiscati sia un grave errore sia politico che culturale. Il riutilizzo dei beni è infatti il più importante strumento per sottrarre consenso alle organizzazioni criminali, riaffermare la legalità, creare opportunità di lavoro e sviluppo sociale. La vendita non garantisce tutto questo. Non ci dimentichiamo poi che il rischio che i beni confiscati vengano di fatto restituiti ai mafiosi a cui sono stati sottratti, è drammaticamente reale.  <approfondisci>Suvignano_PodereTinaio450w

La manifestazione domenica 8 settembre inizierà con la Marcia della Legalità organizzata da Coop Centro Italia (sezione soci Chianti, Crete, Siena e Valdarbia) con raduno alle 9.30 alla Coop di Monteroni d’Arbia. Il concentramento è fissato alle 11 lungo la SP34 per Murlo, a circa 1km dalla tenuta di Suvignano, presso le stalle dell’azienda.

La manifestazione è aperta all’adesione e alla partecipazione di tutti i soggetti associativi, le forze politiche e sociali, e tutti i cittadini che si riconoscono in questa battaglia di legalità.

Manifestiamo insieme per dire

NO alla vendita all’asta dell’Azienda Agricola di Suvignano (Monteroni d’Arbia). 

SI al progetto di sviluppo economico e di riutilizzo sociale che coinvolga gli attori del territorio.

SI alla cultura della legalità.

  

Chiediamo al Governo e al Parlamento  

Di intervenire immediatamente sulla vicenda della tenuta confiscata di Suvignano e di fermare la procedura di vendita, superando i limiti di legge oggi esistenti  anche attraverso le proposte contenute nell’iniziativa “io riattivo il lavoro”.

Di aprire un tavolo istituzionale per attuare il progetto di riutilizzo sociale e di rilancio dell’azienda presentato da Regione, Provincia e Comune.

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