Apple,operai sfruttati per produrre il nuovo iPhone low cost

Apple non ha ancora lanciato la versione low-cost dell’iPhone ,chee secondo indiscrezioni dovrebbe essere presentata il prossimo 10 settembre – e già si trova in mezzo a una nuova polemica per sfruttamento dei lavoratori nella fabbrica cinese dell’americana Jabil Circuit in cui si starebbe producendo lo smartphone.

In un rapporto pubblicato ieri, il China Labor Watch, l’ente non profit con sede a New York per la difesa dei diritti dei lavoratori del Paese orientale, ha denunciato diverse violazioni etiche e legali contro gli operai della Jabil.

L’azienda di St. Petersburg (Florida), partner del colosso di Cupertino, costringerebbe gli operai della sua fabbrica a Wuxi a lavorare eccessivamente, con turni della durata di 11 ore e solo 30 minuti di pausa, in stanze sovraffollate e senza un’adeguata formazione. Sempre secondo China Labor Watch, il 92% degli impiegati supererebbe le 60 ore di lavoro a settimana stabilite da un protocollo firmato Apple per tutelare i dipendenti dei suoi fornitori. Il gruppo californiano è subito corso ai ripari. Ieri il portavoce di Apple, Kirstin Huguet, ha dichiarato in una nota: «Valutiamo ogni questione legata ai nostri fornitori in modo serio e il nostro team di esperti si trova ora nella sede di Jabil a Wuxi per analizzare le condizioni».il 92% degli impiegati supererebbe le 60 ore di lavoro a settimana stabilite da un protocollo firmato Apple per tutelare i dipendenti dei suoi fornitori. Il gruppo californiano è subito corso ai ripari. Ieri il portavoce di Apple, Kirstin Huguet, ha dichiarato in una nota: «Valutiamo ogni questione legata ai nostri fornitori in modo serio e il nostro team di esperti si trova ora nella sede di Jabil a Wuxi per analizzare le condizioni».

Non è la prima volta che il gruppo informatico fondato da Steve Jobs viene accusato di sfruttamento degli operai nelle fabbriche cinesi. A partire dal 2010 Apple è stata coinvolta in diversi scandali legati alle condizioni degli impiegati negli impianti gestiti da alcuni suoi fornitori.

In particolare l’ondata di suicidi negli stabilimenti della taiwanese FoxConn aveva costretto il colosso di Cupertino a tagliare alcune commesse e a imporre regole più ferree. Anche se non si ha ancora nessuna notizia confermata sul lancio dell’iPhone 5C, l’unica certezza – se le accuse del China Labor Watch fossero confermate – è che le condizioni degli operai dei fornitori di Apple non sono ancora cambiate. Uno scandalo che potrebbe, se non rovinare, gettare nuove ombre su Apple proprio quando mancano pochi giorni alla tanto attesa presentazione.

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