Biodiversita’ e aree protette:la green economy per il rilancio del Paese, convocata la prima conferenza nazionale

Un modello di sviluppo economico imperniato sul valore del patrimonio naturale, culturale, storico e architettonico del nostro Paese. E’ questo l’obiettivo per il quale il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, ha convocato la prima conferenza nazionale “La natura dell’Italia.

Biodiversita’ e aree protette: la green economy per il rilancio del Paese”, presentata questa mattina presso la sede del ministero e programmata per i prossimi 11 e 12 dicembre nell’aula magna dell’Universita’ la Sapienza di Roma. La conferenza sara’ dunque grande e ricco confronto nazionale tra istituzioni, esperti, operatori, inserita nel quadro della Strategia nazionale per la biodiversita’ e la Strategia europea biodiversita’ verso il 2020, per conoscere le politiche gia’ in vigore in Italia e in Europa e per discutere delle future azioni da realizzare per valorizzare la biodiversita’.

Organizzata con la collaborazione di Unioncamere, Federparchi e Fondazione per lo sviluppo sostenibile, la prima conferenza nazionale sulla biodiversita’ avra’ due temi portanti: le aree protette e la green economy. Le prima intese come strumento fondamentale per le strategie di conservazione e valorizzazione della biodiversita’ e dei servizi ecosistemici e come basi portanti delle infrastrutture verdi dell’Unione europea. La green economy sara’ considerata come modello di sviluppo economico in grado di coniugare la conservazione dell’ambiente con la crescita sostenibile e il benessere della collettivita’.

“Le aree protette rappresentano non solo uno degli strumenti fondamentali per le strategie di conservazione della biodiversita’ – ha osservato il ministro Orlando – ma un nuovi modello di sviluppo per il conseguimento del benessere sociale e di opportunita’ di sviluppo locale durevole e sostenibile. E’ necessario sviluppare una nuova consapevolezza dei vantaggi derivanti dalla biodiversita’, dai servizi ecosistemici e dai costi della loro perdita. Con questa iniziativa, i cui risultati speriamo vadano oltre il quadro politico attuale e vengano raccolti in futuro – ha aggiunto il ministro – vogliamo stimolare una riflessione su questi ambiti decisivi per concorrere alla ridefinizione di un modello di sviluppo economico imperniato sullo straordinario valore del nostro patrimonio naturale. L’altro nostro obiettivo – ha concluso il ministro – e’ quello di coinvolgere in questa riflessione non solo gli addetti ai lavori ma tutti i cittadini”.

Il segretario generale di Unioncamere, Claudio Gagliardi, ha sottolineato il valore della green economy in termini di crescita dell’economia del nostro Paese. “Tra il 2009 e il 2012 abbiamo censito oltre 360mila imprese che hanno investito in tecnologie green – ha spiegato – e da altri studi sappiamo che le imprese della green economy esportano piu’ delle altre, innovano di piu’ (il 38% contro il 19% della media nazionale) e producono un’occupazione superiore nei numeri, nella qualita’ dei contratti, nel livello di qualificazione degli impiegati, oltre a contribuire alla riqualificazione di antichi mestieri”.

Il presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri, ha invece voluto porre l’attenzione sulla necessita’ di considerare non solo il valore etico dei parchi e delle riserve, ma anche quello economico. “Le 57mila specie animali e le 5600 specie vegetali, 600 delle quali endemiche del nostro Paese – ha spiegato – sono un enorme patrimonio che puo’ avere gli sbocchi e gli impieghi piu’ disparati. Basti pensare che la maggior parte dei medicinali di sintesi hanno base naturale e che la quota maggiore di risorse idriche potabili nazionali sono custodite proprio nei parchi. La quantita’ di risorse naturali e la loro varieta’- ha concluso Sammuri – ci consentirebbero di avviare un nuovo modello di sviluppo con molte meno difficolta’ rispetto a paesi meno ricchi da questo punto di vista”

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