con Renzi anche Firenze aderisce a Carta Spreco Zero

Il Comune di Firenze, con l’adesione ufficiale del suo sindaco Matteo Renzi, aderisce a Carta Spreco Zero, il decalogo di buone pratiche contro gli sprechi alimentari, idrici, energetici sottoscritto ad oggi da oltre 1000 Comuni italiani, fra i quali Milano, Torino, Bologna, Venezia, Trieste e i 64 Comuni virtuosi. Lanciata un anno fa a Trieste Next nell’ambito della campagna europea “Un anno contro lo spreco” per iniziativa di Last Minute Market, la Carta impegna i sindaci a sostenere tutte le iniziative che recuperano, a livello locale, i prodotti rimasti invenduti e scartati lungo la filiera agroalimentare per redistribuirli gratuitamente a categorie di cittadini al di sotto del reddito minimo; e ad istituire programmi e corsi di educazione alimentare, di economia ed ecologia domestica per rendere il consumatore consapevole degli sprechi di cibo, acqua ed energia. In questo modo Carta Spreco Zero permette di attuare concretamente  le indicazioni contenute nella Risoluzione del Parlamento europeo approvata lo scorso anno, con l’obiettivo di abbattere del 50% lo spreco alimentare entro il 2025 e di istituire l’Anno europeo contro lo spreco.

Il sindaco Matteo Renzi ha firmato questa mattina  martedì 3 settembre alle 11 a Palazzo Vecchio – la Carta Spreco Zero, presenti il presidente di Last Minute Market Andrea Segrè e il sindaco di Sasso Marconi Stefano Mazzetti. Con la sottoscrizione di Renzi, prende il via Sprecozero.net, la rete dei sindaci che hanno aderito a Carta Spreco Zero, coordinata dal Comune di Sasso Marconi, esempio eccellente di buone pratiche, e dal suo sindaco Stefano Mazzetti. Sabato 28 settembre, al Salone Trieste Next 2013 è in programma la prima edizione del Premio Spreco Zero: sono in lizza un migliaio di pubbliche amministrazioni per 8 categorie di riconoscimenti.small_130624-151351_to240613spe_0324-300x225

Questa firma – ha affermato il sindaco Matteo Renzi – è molto significativa perché permette di compiere una vera e propria operazione culturale contro gli sprechi, in primis quello alimentare, che sono una delle più grandi ingiustizie del nostro tempo. E’ una vergogna che il Pianeta produca cibo per 12 miliardi di persone contro i sette miliardi di abitanti e ogni giorno 20 mila persone muoiano nell’indifferenza e un miliardo e mezzo siano malnutriti. Nessuno ha una bacchetta magica ma è un dovere della politica combattere contro questa ingiustizia”. “A Firenze – ha aggiunto – ci stiamo già dando da fare: abbiamo investito in raccolta differenziata e adesso siamo al 48% anche se non ci basta. Facciamo molta educazione nelle scuole. Con la Mercafir, la società che distribuisce merci agroalimentari all’ingrosso, recuperiamo 260 tonnellate di cibo per aiutare 500 famiglie bisognose al giorno. Adesso, grazie a questo progetto al quale hanno già aderito un migliaio di amministratori in Italia, riusciremo a dare gambe e metodo alle nostre iniziative e a razionalizzarle, in modo da superare le singole sensibilità del sindaco o degli assessori e da ‘copiare’ da altre realtà buone pratiche e idee, dando contemporaneamente un messaggio forte ai cittadini e invitandoli a riflettere sulla cultura del cibo e delle risorse”.

«La firma del sindaco Renzi e l’adesione del Comune di Firenze sono un prezioso sostegno alla Carta Spreco Zero, ad oggi sottoscritta da centinaia di Comuni italiani che si ritroveranno a fine settembre a Trieste, dove l’iniziativa è partita un anno fa – ha spiegato il presidente di  Last Minute Market Andrea Segrè, promotore della campagna europea “Un anno contro lo spreco” – In meno di dodici mesi siamo diventati la rete e il movimento europeo più solido e importante, in Europa, per promuovere e attuare concretamente politiche di lotta agli sprechi idrici ed energetici, ma non solo. In attesa di segnali ufficiali dall’Europa e dalla Commissione, Sprecozero.net sarà riferimento primario e quotidiano per i Comuni italiani, garantendo a tutti gli associati servizi, consulenze e un sistema di coordinamento operativo per l’attuazione delle buone pratiche e di politiche nel segno della sostenibilità».

«E’ un motivo d’orgoglio per me e per la comunità di Sasso Marconi poter indossare i panni di promotori e coordinatori di questo network – afferma Stefano Mazzetti, primo cittadino di Sasso Marconi -. Da una parte siamo riusciti ad intercettare un’effettiva esigenza di molte Amministrazioni locali ma, dall’altra, devo molto ai miei concittadini che hanno recepito e sostenuto le politiche ambientali avviate nella nostra città.  La credibilità e l’autorevolezza dei nostri partner rappresentano una garanzia di qualità e competenza in questo senso e, se non sarà semplice per una piccola realtà come la nostra sostenere il peso di una grande impresa come SprecoZero.Net, l’entusiasmo dei sindaci coinvolti (tanti) e la convinzione di fare la cosa giusta, ci daranno l’energia giusta per raccogliere e portare avanti questa avventura».

Sprecozero.net, con sede a Sasso Marconi, si propone di mettere in rete tutte le best practice in politiche anti-spreco attraverso la scambio di consigli, modulistica e istruzioni pratiche per non perdere tempo e per non commettere errori. La rete agirà prevalentemente su quattro grandi aree di intervento: Acqua, Energia, Rifiuti e Mobilità, nel segn o della riduzione dello spreco come main policy per le amministrazioni pubbliche. Il modello di gestione prevede una quota di iscrizione “sostenibile” a carico dei Comuni che vorranno fare parte della rete dei Comuni a spreco-zero e attivare progetti concreti e azioni precise di sensibilizzazione dei cittadini e delle imprese, così come di orientamento per le politiche nazionali ed europee intorno alla lotta agli sprechi e alla ‘nuova’ economia sostenibile.

Lo spreco alimentare è uno scandaloso paradosso del nostro tempo. Mentre vi è la necessità di aumentare la produzione di alimenti almeno del 70% nei prossimi anni per nutrire una popolazione che conterà 9 miliardi di persone nel 2050, nel mondo si spreca più di un terzo del cibo che viene prodotto. Tanto che se si potessero recuperare tutte le perdite e gli scarti, si potrebbe dare da mangiare, per un anno intero, a metà dell’attuale popolazione mondiale: 3,5 miliardi di persone. Lo spreco alimentare riguarda tutti i passaggi cheportano gli alimenti dal campo alla tavola e colpisce indistintamentetutti i Paesi. L’UnioneEuropea, con 180 kg pro capite e l’Italia con 149 kg procapite, risultano sopra la media dei paesi sviluppati. Nei Paesi più ‘ricchi’ la parte preponderante degli sprechi alimentari avviene a livello domestico, e almeno il 60% di questo spreco potrebbe essere evitato. In Italia il 42% del totale degli sprechi (76 kg pro capite per anno) si materializza all’interno delle mura domestiche: si tratta, in peso, del 25% della spesa. La parte del leone è tutta a livello domestico e rappresenta lo 0,96% del pil.  Secondo un recente sondaggio dell’Osservatorio Waste Watcher avviato da Last Minute Market con Swg, «il cibo che  viene buttato giornalmente è molto – ‘troppo’ – per il 53% delle donne, per il 54% dei responsabili degli acquisti, per il 54% di chi si occupa di gestire la spesa in frigo e in dispensa, per il 75% di chi vive in un nucleo più numeroso (6 o più). Il problema dello spreco alimentare è considerato molto grave dal 54% delle donne, dal 57% dei responsabili degli acquisti, dal 58% di chi si occupa di gestire la spesa in frigo e in dispensa, dal 59% dei 35-44enni, dal 62% di chi vive in un nucleo più numeroso (6 o più). Lo spreco alimentare preoccupa il 38% delle donne, il 39% dei responsabili degli acquisti, il 40% di chi si occupa di gestire la spesa in frigo e in dispensa».

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