disturbi della memoria,ne soffrono 4,6 milioni di persone

I farmaci assunti per rinforzare concentrazione, memoria, ludicita’ e per migliorare l’umore, non migliorano le funzioni cognitive in pazienti con lieve deterioramento cognitivo sul lungo termine.

Lo studio del St. Michael’s Hospital e’ stato pubblicato sul Canadian Medical Association Journal. I pazienti sottoposti alla somministrazione di questi farmaci hanno infatti manifestato nausea, diarrea, vomito e mal di testa. Il lieve deterioramento cognitivo e’ una condizione caratterizzata da disturbi nella memoria senza significative limitazioni nell’attivita’ di ogni giorno. Ogni anno si stima che il problema riguardi circa 4,6 milioni di persone e, ogni anno, dal 3 al 17 per cento di pazienti con questa diagnosi sviluppa una forma di demenza come il morbo di Alzheimer. Era stato ipotizzato che i potenziatori cognitivi potessero ritardare l’insorgere dei primi sintomi della demenza, ma gli scienziati non hanno trovato effetti positivi a lungo termine sulle capacita’ cognitive dei pazienti.

Esiste  qualcosa in natura che possa aiutarci?

Tra i rimedi naturali ad azione nootropa ricordiamo, in primis, la Bacopa (monniera manier). Secondo uno studio compiuto dal Neuropsychology Laboratory school of Biophysical science and electrical engineering, di Victoria (Australia), la pianta conterrebbe particolari saponine chiamate bacosidi che agirebbero direttamente sull’ippocampo – la sede della memoria – promuovendo così anche una rigenerazione naturale. È questa la peculiarità che la differisce da altri rimedi naturali simili come il Ginko biloba.

La Bacopa, infatti, sembra essere in grado di rigenerare le sinapsi danneggiate. Ma nonostante questi studi, relativamente recenti, in India viene usata da millenni per riuscire a memorizzare  testi molto difficili e importanti come quelli vedici. Tuttavia, solo una quarantina di anni fa in India sono stati ufficialmente isolati i suoi principi attivi. Una ricerca dell’Indian Council of Medical Research ha dimostrato che è utile anche nei bambini affetti da ritardo mentale e iperattività.

Un altro farmaco ad azione nootropa (azione non confermata da tutte le ricerche scientifiche) è la Withania somnifera o ginseng indiano.  Anch’essa è una pianta Indiana che la Medicina Ayurvedica sfrutta da anni per migliorare l’apprendimento e la memoria. Secondo uno studio condotto nel 1991 su 15 donne e 15 uomini, l’estratto di Withania migliora, rispetto all’utilizzo di piante simili e placebo, la performance cerebrale. Lo studio è stato eseguito con test di logica e matematici misurandone anche il tempo di reazione (Karnik CR, Indian Medicine, April-July, 19).

Insomma, qualche aiuto dalla natura c’è e, come sempre, in essa spesso si trova l’equivalente (o quasi) dei farmaci di sintesi. L’importante è che non si facciamo mai autodiagnosi e auto-prescrizioni ma ci si rivolga al proprio medico curante prima di intraprendere qualsiasi cura, in particolare se si tratta di disturbi seri. Anche i prodotti naturali, lo ricordiamo, possono avere effetti collaterali se non vengono utilizzati correttamente.

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