Grano duro sostenibile, Barilla riduce del 30% emissioni di C02

I risultati ottenuti da Barilla nella coltivazione di grano duro sostenibile in base al progetto europeo “Life + “Climate Change Er” sono stati: riduzione superiore al 30% delle emissioni di CO2, un aumento del 20% delle rese di produzione, con una riduzione dei costi per l’agricoltore fino al 30%.  A presentare la ricerca sulla qualità e sostenibilità della coltivazione del grano duro, realizzata con Horta (Spin Off dell’Università Cattolica di Piacenza) e Life Cycle Engineering di Torino, è stato Luca Ruini, responsabile ambiente per il Gruppo Barilla in occasione della presentazione del progetto da parte dell’assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia Romagna, Tiberio Rabboni a Bologna.

La ricerca è stata condotta in tutta Italia tra il 2011 e il 2012 sui campi di 25 aziende agricole fornitrici di grano di Barilla. Il lavoro ha dimostrato l’importanza di un approccio integrato. Il risultato è stato ottenuto attraverso l’adozione delle Linee Guida riportate nel Decalogo di Coltivazione e del Sistema di Supporto alle Decisioni granoduro. net®, un sistema accessibile via web sviluppato da Horta.

In dettaglio, si è trovata conferma che l’avvicendamento colturale, con rotazioni che alternano i cereali con le leguminose (pisello, favino, cece, lenticchia), le proteoleaginose (colza, girasole, soia) o le colture ortofrutticole, consente di produrre un grano duro di alta qualità, migliorando allo stesso tempo la fertilità del terreno, consentendo di ottimizzare i trattamenti necessari per la protezione della coltura e di migliorare l’efficienza dei fertilizzanti impiegati. Inoltre, gli strumenti di supporto alle decisioni come granoduro.net®, attraverso la valutazione di condizioni meteorologiche e delle specificità del territorio, consentono di ottenere risultati di alta qualità ottimizzando i mezzi tecnici e riducendo gli impatti ambientali.

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