La regina dei salotti romani spiega la crisi: I suicidi? problemi mentali non economici

Ieri sera su Raitre, è andata in onda un’intervista nella prima puntata di Presa Diretta sui super ricchi d’Italia,alla nobildonna venezuelana Marisela Federici, una delle donne più chic dei salotti romani, regina dei ricevim L’intervista fornisce una chieve di lettura diversa della crisi, quella appunto dei super ricchi del Paese. «Ricevere è come un’università con musica. Si impara con tutta questa gente», dice la nobildonna parlando delle sue serate mondane. Una tradizione ereditata dalla madre, quella del ricevere, dice Marisela mostrando la sua lussuosa residenza e parlando – tra l’altro – della sua passione per il giardinaggio. Nella sua casa, progettata da un noto architetto dell’era fascista ci sono perfino la stanza dei bicchieri, la stanza delle posate ed una stanza delle porcellane. «Il lusso senza cultura è un abuso», spiega alla giornalista tra le mura domestiche. Sei persone di servizio lavorano a casa di Marisela, dove le pareti sono abbellite dai dipinti di Guttuso.enti nella Capitale, nipote di un ex presidente del Venezuela, convolata in seconde nozze con Paolo Federici, rampollo di una famiglia aristocratica italiana.

L’intervista fornisce una chieve di lettura diversa della crisi, quella appunto dei super ricchi del Paese. «Ricevere è come un’università con musica. Si impara con tutta questa gente», dice la nobildonna parlando delle sue serate mondane. Una tradizione ereditata dalla madre, quella del ricevere, dice Marisela mostrando la sua lussuosa residenza e parlando – tra l’altro – della sua passione per il giardinaggio. Nella sua casa, progettata da un noto architetto dell’era fascista ci sono perfino la stanza dei bicchieri, la stanza delle posate ed una stanza delle porcellane. «Il lusso senza cultura è un abuso», spiega alla giornalista tra le mura domestiche. Sei persone di servizio lavorano a casa di Marisela, dove le pareti sono abbellite dai dipinti di Guttuso.

LA «SPERANZA» CONTRO LA CRISI – Parla del «vivere nel bello», la ricca nobildonna. Ma anche della crisi. Cosa pensa della recessione che sta mettendo in ginocchio milioni di italiani? «Noi stiamo vivendo un periodo molto brutto e fare una festa non significa che non sei cosciente di una realtà. Preferisco una festa al mese e non uno psicanalista ogni settimana. Perché qui andiamo tutti in depressione». «Cosa dovremmo fare?», chiede l’intervistatrice. «Quello che hanno fatto tuo nonno e tuo padre sicuramente – risponde Marisela -: credere, credere, avere una speranza».

I SUICIDI DEI SENZA LAVORO? MOTIVI NON ECONOMICI – Parla anche dei suicidi per la crisi, la nobildonna: «Sono gesti disperati, che non portano a nulla. Molto meglio la speranza». E, dunque, le grandi  difficoltà economiche? «Non voglio essere cinica. Secondo me hanno un altro tipo di problemi. Hanno problemi mentali, più che economici o altro. Sono persone che hanno già una tara mentale che li porta a gesti disperati. Allora che parole useresti a gente che si trova in queste condizioni? Speranza è molto bello perché almeno ti fa riflettere. Poi sta a lui (loro, nda). Lavorassero un po’ di più questi che si lamentano tanto. Che si mettessero a lavorare». Ma c’è la disoccupazione giovanile al 40%. Si perdono posti di lavoro… «Allora leggi, informati. Guarda agli altri Paesi. Tu devi informarti. Informarti, bussare alle porte, non arrenderti. Che vuoi fare? Buttarti al Tevere? No!».

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie